Il codice delle polemiche Troppi incidenti e neanche un arresto

da Milano

Il «tampone» purtroppo non ha fermato la scia di sangue sulle strade italiane. L’annunciato «pugno di ferro» contro alcol e velocità al volante non è riuscito a evitare l’ennesima giornata nera - quella di ieri - in cui l’esodo estivo si è sommato all’ordinaria conta delle vittime del sabato sera.
Undici morti e decine di feriti in poche ore. E la speranza che l’inasprimento delle pene potesse dare risultati (almeno) nel breve periodo è diventata presto un’illusione. «Sono molti, sono troppi - ammette Carmelo Lentino, portavoce di “BastaUnAttimo”, campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera - si tratta di dati sconfortanti».
«Quanto alle misure - riflette Lentino - sarebbe eccessivo pretendere risultati in 24 ore. Dai dati dei controlli direi che qualcosa si muove, ma anche che il problema non è stato arginato».
«Abbiamo detto subito che si trattava di misure inadeguate e di facciata - si rammarica Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, che presiede l’Associazione italiana familiari e vittime della strada - un impegno mediatico, un monito più che una censura effettiva».
Sotto accusa in particolare la previsione dell’arresto per chi è fermato alla guida con tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro: «È solo propaganda. La pena dell’arresto era già prevista dal codice della strada, il decreto l’ha solo inasprita. Ma posso dire che fra attenuanti sempre concesse e patteggiamento, in Italia non va in carcere neanche chi al volante in stato di ebbrezza uccide altre persone. Non cambia niente. Sono cose che fanno ridere».
La svolta invocata dall’associazione ci sarebbe con l’introduzione di una nuova fattispecie penale, che consideri doloso l’omicidio commesso al volante da chi si è procurato la condizione di ebbrezza assumendo alcol o droghe. Una soluzione di cui si è parlato in commissione Trasporti, e che qualche magistrato sta cercando di introdurre in sede di interpretazione delle norme esistenti: gli incidenti provocati da alcol sono il 40% del totale.
Il primo guidatore sottoposto alle nuove sanzioni è un peruviano di 27 anni «beccato» ubriaco e senza patente a Milano. Fermato dai carabinieri, è stato denunciato e rischia fino a 15 mila euro di ammenda e sei mesi di arresto (oltre alla sospensione della patente fino a 2 anni). Ma la pena può essere sostituita con un anno di attività presso i servizi sociali.
La stradale ha fatto il possibile: dieci i fermati nella notte fra il 3 e il 4 a Rimini. Quattro patenti ritirate in Versilia su 137 controllati. Quindici denunce sul litorale nord di Roma.
Quella dei controlli resta la carenza: «In Italia - sostiene l’associazione familiari e vittime - abbiamo un agente di forze dell’ordine ogni 173 cittadini, in Francia uno ogni 300. Eppure non si percepiscono». «Ho fatto 500 chilometri senza incontrare una sola pattuglia», conferma Lentino.
L’episodio più grave è avvenuto poco dopo la mezzanotte di sabato a Genova: tre persone sono morte nello scontro tra una moto e uno scooter. In un frontale nel Milanese hanno perso la vita due immigrati marocchini, ed è stata coinvolta anche una donna incinta. Un romeno è stato travolto mentre attraversava la A1 vicino a Napoli, mentre nei pressi di Barletta un uomo di 72 anni è morto e altre cinque persone sono rimaste ferite in uno scontro. A Perugia un marocchino è stato arrestato dopo che in stato di evidente ubriachezza ha investito un uomo su uno scooter, senza fermarsi a prestare soccorso. Nel pomeriggio, a Ravenna, un motociclista spagnolo è morto investito da una roulotte che si è sganciata dal traino invadendo la corsia opposta. Tre motociclisti hanno perso la vita: sulla strada di Mendola nel versante altoatesino, sulla Sassari-Porto Torres e sull’Appennino piacentino.