Per il «Codice» la Sony restaura il Leonardo

Roberto Filibeck

Sull’onda del successo del romanzo di Dan Brown, Il Codice Da Vinci, da cui è stato tratto l’omonimo film di Ron Howard che uscirà nei cinema il 19 maggio, sarà apportato un energico «make up» alla statua di Leonardo da Vinci che domina l’aeroporto di Fiumicino a lui intitolato.
L’operazione è stata promossa dalla Sony Pictures Releasing Italia in collaborazione con la Società Armosia, ed è stata resa possibile grazie all’intervento della Direzione Regionale del Lazio-Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha sottoposto il bene a vincolo. I lavori di consolidamento e restauro della scultura, realizzata in bronzo dall’artista bulgaro Assen Peikov nel 1957 e inaugurata nel 1960 dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, hanno preso il via da circa un mese. La statua, riproducente la figura intera di Leonardo da Vinci, è alta 9 metri ed è stata collocata su un piedistallo di circa 3 metri, su cui era inscritto un testo di Leonardo inerente il volo.
Ora grazie al restauro saranno presto riportati allo splendore originario il bronzo della statua e le iscrizioni del piedistallo, le cui lettere erano state asportate. Pur restando critica la sua posizione sul film più atteso e controverso dell’anno a Fiumicino la notizia del restauro della scultura di Leonardo da Vinci è stata accolta piuttosto positivamente anche dal parroco dello scalo romano.
«Vediamo di buon auspicio il fatto che, in concomitanza con la prossima uscita del film, Il Codice Da Vinci, siano iniziati i lavori di restauro di un’opera così importante - spiega Don Giorgio Rizzieri - ma credo anche che non vada dato troppo peso ai contenuti del film e del romanzo. Bisogna fare appello alla grande maturità della gente, perché si tratta di teorie inventate e prive di fondamento. Credo piuttosto possa esserci un grande interesse da parte di certi ambienti nel voler dare così tanta importanza a questo film. Personalmente non andrò a vederlo».
«Dan Brown è riuscito a scrivere con grande maestria una semplice storia inventata - sostiene a sua volta Giuseppe Calopresti, un altro passeggero in procinto di partire per Milano -. Ma è riuscito a narrarla talmente bene, che alla fine tanti lettori tendono a scambiare l’invenzione per la verità. Vorrà dire che ora potremo dire grazie a Dan Brown se la statua di Leonardo tornerà nuova di zecca».
Per vedere di nuovo la statua rimessa a nuovo i passeggeri però dovranno attendere ancora un anno; anche se per tutto il periodo in cui la pellicola sarà presente nelle sale, il cantiere sarà coperto da teli realizzati appositamente dalla Sony che pubblicizzano il film.