«Il Codice da Vinci? Risponderemo con la verità»

La Cei: «Attacco al cuore della fede, ma offre l’opportunità di spiegare il vero cristianesimo»

da Roma

Il Codice da Vinci ha a che fare «con quell’odio» verso se stessa che «si è insinuato nella nostra civiltà», ma quanto sta avvenendo offre «l’occasione per un’opera di catechesi». Parola del cardinale Camillo Ruini, che nella prolusione all’assemblea della Cei ha parlato del romanzo di Dan Brown e del film, invitando a non «cedere al pessimismo» perché alla fine «il fascino della verità è più forte di quello dell’illusione e di verità la nostra gente oggi ha una grande sete». Queste «mode editoriali», ha detto il presidente dei vescovi italiani «offrono l’occasione per un’opera capillare di catechesi, e prima ancora di informazione storica, che, usufruendo anche delle attuali tecniche e metodologie di comunicazione, aiuti la gente a distinguere con chiarezza i dati certi delle origini e dello sviluppo storico del cristianesimo dalle fantasie e dalle falsificazioni, che hanno primariamente uno scopo commerciale ma costituiscono anche una radicale e del tutto infondata contestazione del cuore stesso della nostra fede». Niente anatemi o appelli al boicottaggio, dunque, ma l’invito a presentare la realtà del cristianesimo.