«Codice violato» Così Trichet scarica il collega

da Roma

La Banca centrale europea sta pensando di fare retromarcia sul caso Fazio. Dopo l’assoluzione del Consiglio direttivo dell’Eurotower del 3 novembre nella quale si sanciva che «le procedure seguite dal governatore Fazio (relativamente alle Opa su Banca Antonveneta e Bnl, ndr) erano basate sulla legislazione nazionale che permette un grado di discrezionalità, non necessariamente in linea con i principi comunitari», è stato lo stesso presidente Trichet venerdì scorso a tornare sulla questione.
Questa volta, però, la materia del contendere è rappresentata dai regali dell’ex amministratore delegato della Banca Popolare Italiana, Gianpiero Fiorani, al governatore e alla sua famiglia. «Se la notizia sui regali, riportata dalla stampa, si rivelasse vera, sarebbe una violazione del codice di condotta del Consiglio direttivo», ha detto il numero uno dell’Eurotower. Ma più che sul governatore di Bankitalia è sulla sortita di Trichet che la stampa economica internazionale ieri ha messo l’accento. Descrivendo un presidente della Bce frustrato dal comportamento di Fazio e a stento trattenutosi dal richiederne pubblicamente le dimissioni. Ma si tratta dello stesso Trichet che agli inizi di settembre aveva detto: «Fazio è uno di noi»? E che in camera caritatis avrebbe confidato al governatore di comprendere le sue difficoltà essendo stato processato e assolto per l’affaire Crédit Lyonnais? La risposta è affermativa. Ma per comprendere la mossa di Trichet bisogna risalire sempre al 3 novembre scorso quando Trichet si rifiutò di rivelare se fosse ancora solido il rapporto fra i banchieri centrali e Fazio. Le pressioni olandesi e spagnole, dopo gli schiaffi subiti da Abn Amro e dal Banco Bilbao, non sono mai cessate. Il ministro delle Finanze di Amsterdam, Gerrit Zalm, ieri ha ricordato che «in Germania il governatore della Bundesbank si è dimesso per molto meno, per un weekend pagato» riferendosi alla vicenda Welteke.
Per ricomporre le divisioni in seno alla Banca centrale europea Trichet potrebbe anche scendere a patti con il governo italiano. Accettando la norma transitoria allo studio di Palazzo Chigi da inserire nel ddl risparmio in modo da rimuovere Fazio nell’arco di pochi mesi. E scavalcando la normativa comunitaria che sancisce un mandato minimo di cinque anni e alla quale lo stesso Trichet si era appellato.