Cofferati-Galliani, è lotta continua

È giallorosso e morbido, Totti l’ha ciccato due volte. Bordin (Diadora): «Potevano testarlo prima». Il portiere dell’Udinese: «È da oratorio»

Milano. Dopo il diktat di Adriano Galliani: «Con i sindaci non c’è più dialogo e non capisco perché chi vuole giocare alle 16 è arrogante e giocare alle 19 invece è umile», arriva la reazione dei primi cittadini che hanno squadre in B e non hanno digerito la decisione del Tar del Lazio di far giocare la B al sabato pomeriggio. «Galliani non si illuda che con un decreto di un presidente di sezione la vicenda sia chiusa. E soprattutto non illuda i presidenti delle squadre di calcio che sono coloro che dovranno gestire gli effetti della norma», la presa di posizione del sindaco di Bologna Sergio Cofferati. «Galliani conferma l'arroganza della Lega e continua ad affermare una cosa non vera: non c'è nessuna sentenza del Tar che dà ragione ai ricorrenti, il Tar non si è mai pronunciato nel merito, c'è un decreto presidenziale che sospende le ordinanze in attesa che il Tar discuta della sospensiva. Il pronunciamento di merito del Tar è ancora lontano. Se il Tar, quando si riunirà, deciderà per la sospensiva faremo ricorso e lo faremo tutti insieme». Anche il piacentino Roberto Reggi, portavoce del coordinamento dei Sindaci contrari alla B al sabato pomeriggio, ha qualcosa da dire a Galliani: «Se il dialogo consiste nel dire all'interlocutore una cosa e fare esattamente il contrario, allora è meglio non aver dialogo. Però lo spostamento alle 16 rappresenta già un successo per noi». Presidenti che ieri in assemblea hanno votato per le gare alle 16 del sabato (ma hanno anche respinto i 240 milioni per la mutualità fino al 2008 offerti dalla A: ne vogliono 310). Tutti d’accordo. Ora la palla passa di nuovo ai sindaci. Per disfare tutto.