Cofferati regala una moschea agli estremisti

Una moschea di 6mila metri quadrati, con tanto di scuola islamica, su
una superficie totale di ben 52mila, sorgerà alla periferia nord di
Bologna

Bologna - Una moschea di 6mila metri quadrati, con tanto di scuola islamica, su una superficie totale di ben 52mila, sorgerà alla periferia nord di Bologna. I lavori cominceranno nel 2008. Il prima via libera, a quella che Forza Italia ha definito «una vera e propria cittadella musulmana che diventerà il punto di riferimento per tutto il Nord Italia», è stato dato ieri dalla giunta guidata da Sergio Cofferati che un mese fa, al controverso raduno di Bologna dell’Islamic Relief, era stato applaudito con entusiasmo dalla platea proprio per il progetto di questa nuova grande moschea.
L'accordo tra il Comune e il Centro di cultura islamica bolognese, membro dell'Ucoii, prevede una permuta fra terreni: il Comune rientrerà in possesso di 6mila mq (2.057 edificabili) in viale Felsina, una zona meno periferica della città, del valore di 1,3 milioni di euro, che saranno utilizzati per ampliare una scuola. In cambio, concede un terreno molto più vasto, di 52mila mq, oggi zona agricola, ma con 6mila mq che saranno resi edificabili da una apposita variante urbanistica, dal valore complessivo di 1,5 milioni di euro, accanto al Centro agroalimentare. La differenze tra i due terreni, 269mila euro, ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, il diessino Virginio Merola, vengono abbuonati per le spese sostenute dal Centro islamico per la moschea provvisoria usata fino a oggi. «È un'operazione a costo zero tra due lotti stimati di pari valore - ha voluto sottolineare l'assessore -. Non c'è alcun contributo pubblico, come vuole la legge, visto che non esiste un otto per mille per l’Islam». «Il progetto - ha spiegato il sindaco Cofferati - mira a risolvere l'esigenza sollecitata dalla comunità islamica per le loro attività di culto con la garanzia necessaria per la sicurezza di tutti». Cofferati ha sottolineato che è prevista, per la prima volta in Italia, una commissione di sei saggi che vigilerà sull’uso dei fondi della moschea e sul rispetto dei diritti umani.
Tutta l'operazione ora dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale, ma è già battaglia con il centrodestra. Prima di tutto perché il Centro di cultura islamica, che ieri era esultante per l'accordo, fa parte dell'Ucoii, la potente e agguerrita organizzazione che non ha ancora deciso se aderire alla Carta dei valori varata ad aprile dal ministro dell'Interno Giuliano Amato. «La giunta Cofferati sospenda subito la delibera sulla nuova moschea», ha chiesto il consigliere comunale di Forza Italia Paolo Foschini. Ma è sul fronte economico che la polemica è più accesa: «Il Comune deve spiegare - afferma l'azzurro Lorenzo Tomassini, in prima fila nella raccolta di firme per un referendum - perché in cambio di 6mila mq ne vengono dati 52mila e quale è il loro vero valore. Due anni fa il Comune stimò un terreno analogo di 6mila mq oltre 5 milioni. E che cosa ne sarà di tutto questo terreno? Cofferati ha appena varato una finanziaria rincarando tutte le tasse e poi regala cinque ettari di terreno pubblico».
Se la polemica politica già si è accesa, nei palazzi della Curia bolognese, invece, si aspettano gli sviluppi. L'arcivescovo Carlo Caffarra è in Africa e in via Altabella c'è molta cautela e un po' di diffidenza: «In questo modo - si fa notare - con la creazione di un'unica grande moschea affidata a un solo gestore, si dà credito a un soggetto che, invece, non rappresenta tutta la comunità musulmana, ma solo un certo tipo di Islam, basato più sull'affermazione di sé che sull'integrazione».