Cofferati «sceriffo», il giorno della sfida

Il sindaco presenta il controverso ordine del giorno sulla legalità e gli antagonisti si radunano ancora in Comune per contestarlo

Claudia B. Solimei

da Bologna

Dopo tante parole, saranno poche le righe della resa dei conti sulla legalità del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, con la sua maggioranza di centrosinistra. Del contenuto dell'atteso ordine del giorno che sarà presentato oggi nulla trapela dallo staff del primo cittadino, se non che dovrà trovare il modo per coniugare legalità con solidarietà, come chiesto da Romano Prodi.
Qualcosa di più, invece, si sa della sua forma: sarà un testo molto breve, che il Cinese scriverà di proprio pugno solo questa mattina. Poche ore dopo lo porterà in giunta, dove comincerà la discussione con gli assessori, tra cui il rappresentante di Rifondazione. Ma il giorno della legalità è destinato a durare più di 24 ore: se, come sembra probabile, la discussione in giunta si prolungherà, slitterà anche la presentazione del documento in Consiglio comunale, che si riunisce oggi pomeriggio, dove è previsto il voto.
Il rischio di uno strappo con Rifondazione comunista e i verdi, del resto, è concreto e, con le ricadute che a livello nazionale avrebbe per l'Unione la crisi bolognese, lo stesso Cofferati, dopo le polemiche sui lavavetri, sugli sgomberi e sugli scontri tra polizia e collettivi davanti al portone del palazzo comunale, è stato costretto a tornare in parte sui suoi passi: prima ha eliminato il voto in giunta, poi ha sfumato l'ordine del giorno, presentato inizialmente come un vero e proprio ultimatum, in un meno aggressivo «argomento», aperto anche ai contributi dei partiti.
Non per niente il centrodestra, con Alleanza nazionale e parte di Forza Italia che erano già pronte a votare un testo condivisibile sul tema, ha duramente attaccato il sindaco per questo dietrofront, accusandolo di non avere il coraggio di andare fino in fondo alla verifica di maggioranza. Posta in questi termini, infatti, la discussione in Consiglio comunale rischia di durare settimane e, a conti fatti, nessuno sarà più chiamato a esprimersi su un aut aut secco. Sarà difficile, insomma, che si arrivi in tempi così brevi a una conclusione del confronto interno all'Unione.
I verdi hanno già annunciato che non parteciperanno nemmeno alla discussione, perché il tema legalità, hanno spiegato, non fa parte del programma con cui Cofferati si è presentato e ha vinto le elezioni. Ma il sindaco ha già aperto un nuovo fronte con gli ambientalisti: d’accordo con i commercianti, spegnerà il sistema elettronico che chiude il centro al traffico per favorire lo shopping natalizio. I comitati anti smog annunciano mobilitazioni.
Posizione più prudente quella del partito di Bertinotti, che aspetta di leggere il testo del sindaco e, intanto, presenterà insieme ai Ds, oggi in Consiglio comunale, un ordine del giorno sul lavoro nero, uno dei temi che si è incrociato con quello dei rumeni clandestini sgomberati del Lungoreno, la maggior parte impiegati come muratori in nero nei cantieri di Bologna.
Ma è anche il giorno del ritorno in Comune della sinistra antagonista, formata da collettivi, studenti, Disobbedienti. A guidarli, il consigliere indipendente del Prc Valerio Monteventi, che si è autosospeso dalla maggioranza. Dopo gli scontri di due lunedì fa, è stato lo stesso Monteventi a prenotare la sala Farnese all’interno del Comune per l'assemblea contro Cofferati. Per evitare contatti pericolosi - ma non è escluso che una qualche forma di protesta non riesca ad arrivare anche in aula - alla sinistra radicale la sala è stata concessa solo in serata, quando il Consiglio comunale sarà già finito da un'ora.