Cofferati sgombra i rom e gli alleati vanno in piazza

Giuseppe Salvaggiulo

Otto consiglieri regionali abruzzesi di centrodestra hanno cominciato ieri uno sciopero della fame contro le ottantaquattro nomine effettuate in un colpo solo da parte di una persona sola, il presidente del Consiglio regionale abruzzese, Marino Roselli (Margherita). «È uno sciopero della fame contro la fame di potere del centrosinistra», dice Giuseppe Tagliente, promotore dell’iniziativa, riferendosi alla maggioranza che sostiene il presidente Ottaviano Del Turco. Rivendica che le 84 nomine in enti regionali sono per legge di competenza del Consiglio, non del presidente. E si tratta di incarichi pesanti, tra cui i presidenti degli otto Consorzi industriali e di società pubbliche in vari settori. È legittimo che siano decise da una sola persona?
Il presidente Roselli si difende. Ammette che le nomine spettano al Consiglio, ma si appella al «potere sostitutivo» che scatta in caso di inerzia del titolare della competenza. E visto che il Consiglio è stato inadempiente, «ho dovuto dare corso al pacchetto delle nomine». Ricostruzione contestata dall’opposizione: il potere sostitutivo esiste, ma in questo caso è stato esercitato abusivamente, perché il Consiglio avrebbe deciso in tempi rapidi. Allo sciopero della fame aderiscono quattro consiglieri di Forza Italia, due di An e due dell’Udc. Intendono proseguire a oltranza fino a quando il presidente del Consiglio regionale non avrà revocato le nomine.