Cofferati «sorvegliato» dagli alleati

Bologna. Per un anno e mezzo il ballo l'ha guidato il sindaco Sergio Cofferati da solo, con dichiarazioni a orologeria che hanno tenuto in fibrillazione questa o quella parte della maggioranza di centrosinistra al Comune di Bologna. Ora i partiti fanno quadrato e aprono una «verifica permanente»: si incontreranno ogni 15 giorni per tenere sotto controllo quanto accade in Comune. La decisione è uscita dal vertice di maggioranza che si è svolto mercoledì sera nella sede dei Ds di Bologna, con il segretario provinciale della Quercia, Salvatore Caronna, a fare da pacere. Dopo le dichiarazioni sulla guerra ai lavavetri, infatti, Cofferati era stata attaccato un po’ da tutti i suoi alleati: Rifondazone, Pdci, Margherita. «È evidente che certe posizioni del sindaco sono per noi inaccettabili - insiste il segretario provincale del Prc, Tiziano Loreti -. Partendo da questo presupposto, la discussione tra i partiti ha proposto una strada utile». Se da una parte il centrosinistra cerca di ritrovare l’unità, i sindacati tengono invece viva la contrapposizione: «In sei mesi abbiamo partecipato a 44 tavoli di concertazione con il Comune - accusa la Uil, parlando a nome dei confederali - e ancora non abbiamo chiuso gli accordi presi alla fine del 2004. Qui ci sono problemi seri». Su immigrazione, esclusione sociale, anziani la giunta Cofferati viene bocciata. In piazza Nettuno, intanto, proprio sotto le finestre del sindaco, è andata in scena ieri l’ultima protesta dei sindacati di base: i precari del pubblico impiego, in presidio contro la Finanziaria, si sono improvvisati lavavetri: «Cofferati, aiuto» gridava il finto automobilista circondato dai solerti pulitori.