Cogne, la difesa: "Assolvete Anna Maria" Lei: con Sammy è morta una parte di me

L'arringa dell'avvocato Paola Savio: "L'assassino voleva fare un dispetto alla famiglia". L'arma del delitto? "Un sabot di legno, che dopo è stato bruciato in un camino per cancellare ogni traccia". Il processo riprenderà il 20 aprile, con le repliche del pg

Torino – Annamaria Franzoni è innocente, l'assassino di Samuele è "un terzo estraneo alla casa" e per questo "chiedo l'accoglimento dei motivi di appello", l'assoluzione per la mamma di Samuele. "Non chiediamo alla Corte un atto di pietas ma giustizia e siamo sicuri che l'avremo". Queste le conclusioni dell'arringa del legale della difesa di Annamaria Franzoni, l'avvocato Paola Savio, che anche oggi, dopo l'udienza di ieri, ha proseguito a smontare pezzo per pezzo la prima sentenza di condanna della mamma di Samuele, che prevedeva una pena a trenta anni, la cui conferma è stata chiesta anche dal procuratore generale Vittorio Corsi.

"Il parallelo con Erba" L'avvocato Savio ha ammonito a non trarre facili conclusioni, "ricordatevi di Erba", ha detto, infatti, a proposito della recente strage avvenuta nel Comasco. Il teorema dell'avvocato Savio ipotizza, dunque, che "l'assassino abbia visto uscire Annamaria Franzoni di casa, sia entrato in casa perchè voleva fare un dispetto, non pensando di trovare Sammy rannicchiato nel letto e sia stato preso dall'agitazione, da un raptus, abbia perso il controllo ed abbia colpito una, due, tre, quattro, cinque, sei volte e, con quel famoso sabot che teneva in mano sia uscito, se ne sia andato e magari una goccia di sangue sia caduta sulla parete delle scale".

L'arma del delitto L'arma, per l'avvocato Savio, potrebbe forse essere stata bruciata. "Allo stesso modo si possono far sparire facilmente anche gli abiti macchiati di sangue". Per quanto riguarda i tempi, l'avvocato Savio ha precisato che per compiere l'azione descritta "ci vanno veramente molto meno di otto minuti" ed ha aggiunto che, a questo proposito, l'alibi ad Annamaria Franzoni "glielo fornisce il Gup quando dice che la signora è presente per la quasi totalità dell'arco temporale ed afferma che si è assentata per otto minuti". Ha definito, quindi, "argomento ambivalente" il fatto che nessuno sia stato visto entrare o uscire dalla villetta di Montroz e ricordando il recente sopralluogo, l'avvocato Savio dice: "Lì poteva succedere di tutto. Il fatto che nessuno abbia visto non può essere un elemento a carico di Annamaria Franzoni".

Il movente Per quanto riguarda il movente della Franzoni citato dall'accusa, l'avvocato ha replicato: "Sarebbe stata la punizione di un bambino che piange troppo? Un movente si liquida cosi?". Ed ancora al pg Corsi, che aveva parlato di un'immagine costruita ad arte di - famiglia felice -, l'avvocato Savio ricorda le numerose testimonianze raccolte dai carabinieri nei giorni successivi al delitto, che parlavano di "una famiglia felice, anzi lo stereotipo di famiglia perfetta". Stoccate anche all'argomento del "circo mediatico", sollevato dal pg Corsi, "da tutti gli organi di stampa - ha detto l'avvocato Savio - è emersa un'enorme antipatia e come fa una donna antipatica a sedurre?". In aula Annamaria Franzoni per tutto il tempo ha ascoltato le parole del suo legale ed in una breve pausa del processo, con le lacrime agli occhi, ai giornalisti ha detto: "Per una mamma un figlio è una parte di sé". Ora l'udienza è aggiornata al 20 aprile prossimo per le controrepliche.

La Franzoni: "Con Samuele è morta una parte di me" "Io sono nata per essere una madre, ho sempre voluto esserlo. Per una mamma un figlio è una parte di se stessa. Samuele era una parte di me. Morendo lui una parte di me è morta": lo ha detto commossa Annamaria Franzoni, durante di una pausa dell'udienza al processo d'appello per l'omicidio del figlio.

"Una donna normale" Una lettera di Anna Maria Franzoni, inviata al proprio avvocato per spiegare perché era andata a vivere a Cogne e che oggi il difensore ha letto durante l'arringa, mentre sullo schermo dell'aula di giustizia passavano le immagini del piccolo Samuele vivo e felice. Una mossa processuale precisa e voluta, distonica rispetto alle altre immagini, terribili, di un Samuele massacrato sul tavolo dell'obitorio, viste ieri in aula. Una scelta dettata dalla volontà, dell'avvocato Savio, di dimostrare che la Franzoni "è una donna normale, una mamma normale" e che a Cogne stava bene mentre c'era "chi diceva che non era normale proprio perchè aveva deciso di trasferirsi lì".