Cognome dei figli, scontro Salvi-Bindi

da Roma

Continua lo scontro fra il ministro della Famiglia, Rosy Bindi (Dl), e il presidente della commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi (Ds) sulla riforma della legislazione sul cognome da trasmettere ai figli. La commissione di Palazzo Madama ha dovuto rinviare la seduta alla settimana prossima per l’assenza del ministro, impegnata nella riunione di Caserta ma Salvi non ha risparmiato le critiche all’esponente della Margherita, favorevole all’obbligo del doppio cognome. «Deve essere una scelta di libertà e non un obbligo», ha detto Salvi. Nel caso che fra l’impostazione del ministro e quella di Salvi, che è anche prevalente nella commissione Giustizia del Senato (libertà di scelta fra cognome del padre, cognome della madre o entrambi i cognomi), lo stesso Salvi non ha dubbi «alla fine deciderà il Parlamento». «Fino a prova contraria è il Parlamento che fa le leggi - ha rincarato la dose l’esponente ds -. Spero che il governo si renda conto che specie al Senato sarebbe opportuno assecondare l'attività del Parlamento, anziché pretendere di imporre le proprie idee».