Cogoleto aspetta ancora di sapere perché

«Non intendo spiegare ai giornali le mie motivazioni. Il prossimo consiglio comunale farò delle dichiarazioni, forse», ha spiegato lo scorso 25 agosto l'assessore al Bilancio e ai Tributi di Cogoleto, Ferruccio Baratella (sinistra democratica), al momento di dimettersi dalla giunta.
E così è stato. O meglio, così non è stato, come quel «forse» buttato lì alla fine della frase lasciava intendere.
Venerdì sera, durante il primo consiglio comunale convocato dopo la pausa estiva, i giornalisti e quel nutrito pubblico che insolitamente riempiva la sala hanno aspettato (invano) fino all'una di notte inoltrata per conoscere le origini della crisi politica che da mesi attanaglia l'amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Attilio Zanetti. Si sono dovuti accontentare di un breve discorso di circostanza del sindaco per spiegare le dimissioni non solo di Baratella, ma anche dell'assessore Roberto Pansolin che in piena estate, in sordina, aveva rimesso nelle mani del sindaco la delega all'Ambiente. Una delega importante perché comprende la bonifica e il recupero dell'area Stoppani.
«Si tratta di motivazioni legate ai rapporti col sindaco e che nulla hanno a che vedere col programma», si è difeso all'inizio della seduta Zanetti che già qualche mese fa ha dovuto subire i cannoneggiamenti di un altro compagno di partito: «Il mio grado di sopportazione in questa amministrazione è arrivato al culmine. Non voglio più essere coinvolto in una maggioranza che non decide ma perde solo tempo a discutere di cose che poi non vengono portate avanti», aveva detto lo scorso novembre in pieno consiglio uno dei capisaldi del centrosinistra ligure, Luigi Cola, al tempo stesso consigliere comunale e regionale.
Erano, a quanto pare, le prime avvisaglie di una crisi che ora ha portato due assessori non solo a dimettersi, ma anche a formare un proprio gruppo misto.
Gruppo che «continuerà a sostenere il mio programma e la maggioranza», assicura Zanetti ben intenzionato a tirare dritto. Tanto che venerdì ha portato in consiglio il nuovo piano di utilizzazione delle aree demaniali.
Si tratta di un atto di indirizzo politico sulla riorganizzazione dei tre chilometri di spiaggia del comune di Cogoleto cui farà seguito un nuovo Puc (piano urbanistico comunale).
Un lavoro importante per la città che ha impegnato la discussione di tutto il consiglio e che ha attirato le critiche della consigliera di opposizione, Amelia Ravenna: «A me sembrava più urgente, oggi, parlare delle dimissioni degli assessori e spiegare ai cittadini chi prenderà il loro posto. Appare evidente che in questo modo si vogliono nascondere al paese le ragioni politiche della crisi».
Stesso tenore anche da parte del coordinatore comunale di Fi Giovanni Siri («Tutti per Cogoleto»): «Ci hanno detto che le dimissioni sono dovute a rapporti personali col sindaco. Ma quando si governa una città non devono esserci questioni personali e i cittadini devono essere messi al corrente altrimenti diventa tutto solo un gioco politico e di potere fatto alle spalle degli elettori».