Cogoleto, Comune gay per statuto

Con tempestività degna di miglior causa e in stridente coincidenza con i riti della Settimana santa, il Comune di Cogoleto si è dato un nuovo statuto che recepisce, fra l’altro, l’adozione di «politiche finalizzate a consentire a ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale».
Pur ipotizzando che, nel pensiero della maggioranza di sinistra che guida la città, le finalità del provvedimento non si intendano estese ai soggetti di orientamento pedofilo, resta il fatto che il Comune ha inserito nel più importante documento normativo della politica amministrativa una serie di articoli a favore di gay, transessuali e transgender, cui vanno indirizzati una serie di interventi e servizi nonostante l’esistenza sul territorio di organismi pubblici e privati appositamente dedicati. Tutto questo, nell’ambito di un documento ufficiale in cui non mancano altre affermazioni improprie, che competono a ben altre realtà istituzionali: è il caso - nei primissimi titoli dello statuto! - dell’affermazione che la Repubblica italiana nasce dalla Resistenza, e che il riconoscimento del diritto all’elettorato attivo e passivo va esteso ai residenti extracomunitari. Ma si fa anche divieto di installare sul territorio comunale centrali nucleari, o di far stazionare e transitare ordigni bellici, nucleari o scorie...
Al documento hanno provato a opporsi, con argomentazioni inoppugnabili, i due consiglieri di Forza Italia, costretti però alla fine a uscire dall’aula e ad arrendersi all’iniziativa della maggioranza.