Cogoleto, il lago verde sulla spiaggia avvelena la sfida

La campagna elettorale di Cogoleto non risparmia i «veleni». E, vista la zona, è inevitabile pensare che la ex Stoppani, per la quale il governo ha già speso oltre 40 milioni di euro senza che però la bonifica in realtà sia ancora iniziata, possa in qualche modo essere tirata in ballo. Capita infatti che, sulla spiaggia che dovrebbe essere stata rifatta tutta nuova e pulita grazie ai soldi della protezione civile, sia necessario intervenire per sostituire un tubo della fognatura che scarica in mare. In alcuni punti in particolare occorre scavare più in profondità, sotto il livello del mare, trovando così acqua. Tanto che devono immergersi i sommozzatori per imbullonare i pezzi della tubatura.
Il problema è che l’acqua che forma la grande pozza intorno al tubo assume un colore quantomeno sospetto. Ha tutta l’aria di essere il prodotto del continuo sversamento di cromo e altri residui inquinanti che giacciono nel sottosuolo della vecchia fabbrica che sorge a ridosso della spiaggia. In sintesi, se davvero il cromo arrivasse ancora in spiaggia sarebbe la conferma che hanno ragione quegli operai della ex Stoppani scaricati dal commissario e dalla Regione Liguria per aver più volte lanciato l’allarme sulla reale situazione di rischio ambientale. Una dozzina abbondante di operai il cui contratto scadrà a giugno e probabilmente non verrà rinnovato come ad altri colleghi. Una dozzina abbondante di operai che vanno da tempo ripetendo come in questi anni non sia stato fatto granché per impedire alle sostanze inquinanti di cui è intriso il terreno di continuare a filtrare a valle verso il mare. Questo perché l’impianto di «barriere» non funzionerebbe e comunque si basa sui vecchi pozzi già esistenti.
Il problema è che, come testimonia la sequenza di scatti fotografici, una volta sostituito il tubo, la pozza è stata riempita con la ghiaia, poi coperta con un telo impermeabile a sua volta ricoperto da altra sabbia mista a ghiaia che nasconderà il tutto. Inutile dire che al di sotto del livello del mare e a ridosso della scogliera è la natura stessa a «filtrare» con ancora maggior rapidità tutto ciò che contiene il terreno. La spiaggia di Cogoleto, più volte citata come esempio dell’ottimo lavoro fatto dalla struttura commissariale della ex Stoppani, a breve apparirà ben spianata e del telone impermeabile oltre che della pozza verdastra non vi sarà più traccia. Gli interrogativi su quanto accaduto potrebbero però tornare ad avvelenare gli ultimi giorni di campagna elettorale di Cogoleto dove, forse non a caso, gli operai della ex Stoppani si sono apertamente schierati al fianco di Paolo Bruzzone, il candidato sindaco del centrodestra, nella speranza che possa davvero rappresentare una svolta anche per la reale bonifica della fabbrica.