Coi chip niente più code per i bagagli a Malpensa

Il nuovo sistema, del costo di 66 milioni di euro, è all’avanguardia in Europa. Bencini: «Siamo all’eccellenza assoluta»

Claudio De Carli

Un nuovo sistema di smistamento bagagli a radiofrequenza che proprio non ce l’ha nessuno, o quasi. In Italia è assoluta avanguardia, in Europa è il desiderio dei maggiori scali, a Madrid esiste ma non è operativo, a Londra verrà inserito nel nuovo Terminal 5 attualmente in costruzione, a Francoforte ne esiste una vecchia versione. L’unico aeroporto in cui è efficiente e assolutamente operativo è Monaco di Baviera. Il sistema, in funzione da circa due settimane a Malpensa, invece di trasportare i bagagli su nastri li catapulta su dei vassoi. Un vassoio per ogni bagaglio.
Il vassoio viaggia su un binario centrale e, oltre a proteggere il bagaglio, contiene un microchip sul quale sono memorizzate tutte le informazioni necessarie per la sua destinazione. Visivamente sembra di stare nella megastanza di un patito di modellismo davanti a un grande plastico coloratissimo, con i vassoi-vagoncini che girano e cambiano direzione, pilotati da microchip che comunicano tramite radiofrequenze con una serie di piccole antenne alloggiate nei punti strategici delle rotaie in prossimità di incroci e deviazioni. La descrizione come sempre è molto più complicata della realtà, ma questo carosello azzera le mancate letture del sistema precedente, causa principale dei disguidi di bagagli.
L’ingegner Bencini, presidente Sea, ha puntualizzato che questo sistema arricchisce l’efficienza dello scalo e non è stato studiato per sopperire al vecchio: «Malpensa era già ai primi posti nella classifica degli scali alla voce riconsegna bagagli. Seconda l’Aea - ha continuato -, precede Londra, Francoforte, Amsterdam, Vienna e Parigi. Ma nonostante i lusinghieri risultati è stato deciso di investire ulteriormente in questo settore per raggiungere un livello di assoluta eccellenza».
Il nuovo impianto a radiofrequenza è costato 66 milioni di euro e va ad affiancare una serie di innovazioni e iniziative che accudiscono il bagaglio come un bimbo nella culla. Dopo il controllo X-Ray per verificarne il contenuto, una serie di telecamere lo scorta fino al suo ingresso nella pancia dell’aereo consentendo di ricostruirne il tragitto in caso di disguido. Si sta parlando di circa 50mila bagagli al giorno con punte di 90mila durante il periodo estivo.
Ma non è tutto. Per i distratti e i ritardatari all’interno dello scalo sono stati installati dei monitor che avvisano dei tempi di attesa ai check-in. Anche in questo caso siamo davanti a una assoluta novità: un cartone animato mostra la fila e segnala il tempo necessario per ogni passeggero. Questo nella stazione, più monitor per ogni gate, dodici in totale. Sotto invece un’altra animazione spiega come facilitare le operazioni per il passaggio ai varchi doganali. Tutto questo avviene grazie a 26 telecamere posizionate in prossimità dei varchi, un sistema costato 208mila euro. Ieri il presidente Bencini era molto orgoglioso del suo aeroporto.