Coi «farmer’s market» filiera corta e prezzi bassi

Fare la spesa è diventato, purtroppo, sempre più caro. La stangata sui prezzi al consumo dei prodotti agricoli incide infatti molto negativamente sulle tasche dei cittadini che si vedono spesso costretti ad acquistare generi alimentari non sempre di qualità. Un’iniziativa finalizzata a bloccare il caro-vita, favorendo nel contempo lo sviluppo del settore agroalimentare della nostra regione, è stata presentata ieri, presso la sede regionale di Alleanza nazionale, dal consigliere Pietro Di Paolo, autore di una proposta di legge a favore dei cosiddetti «farmer’s market» e dell’agricoltura urbana e periurbana del territorio laziale.
L’obiettivo della delibera legislativa è l’istituzione, nel Lazio, di mercati agricoli di vendita, in cui i consumatori possano acquistare i prodotti locali e stagionali direttamente dagli imprenditori agricoli locali. Un intento che l’innovativo sistema di commercializzazione diretta potrebbe raggiungere grazie all’applicazione di una filiera agroalimentare corta, in cui i passaggi dal produttore al consumatore sono ridotti al minimo e di conseguenza le spese intermedie legate ai processi commerciali vengono drasticamente ridotte.
L’esponente di An ha voluto però precisare che «i farmer’s market vogliono offrire solo un supporto integrativo agli esercizi commerciali, senza ledere la grande distribuzione». Il canale di vendita corto dei prodotti agricoli piace a Massimo Gargano, presidente di Coldiretti Lazio. «Il salto di una serie di passaggi centrali della filiera - dice Gargano - costituisce un vantaggio sia per il produttore agricolo sia per il consumatore. Il prodotto offerto subisce infatti una diminuzione di prezzo sulla spesa alimentare del 20-25 per cento».
Per di più, oltre a ridurre la forbice dei prezzi tra produzione e consumo, i farmer’s market hanno degli effetti benefici sull’ambiente. Il merito è la promozione dell’opzione «chilometri zero», che prevede una riduzione dei costi energetici dovuti al trasporto delle merci. Un rispetto dell’ambiente condiviso da Alfredo Pallone, capogruppo regionale di Forza Italia: «Con l’abolizione della filiera intermedia vengono infatti ridotti drasticamente gli spostamenti della merce e quindi le emissioni inquinanti legate al trasporto dei prodotti subiscono una diminuzione considerevole».
L’importanza dei mercati agricoli di vendita come strumento per abbattere il caro-vita è, infine, avvalorata dal presidente della consulta nazionale dell’Agricoltura, Massimo Buonfiglio. «Auspico che lo sviluppo di filiere corte - sottolinea Buonfiglio - possa costituire per le aziende agricole un’occasione positiva di integrazione del reddito, garantendo così un’ulteriore multifunzionalità aziendale».