Coi pesci morti vengono a galla le contraddizioni della sinistra

Riccardo Re

Non solo pesci morti. Dalle acque genovesi vengono a galla anche nuove contraddizioni interne alla maggioranza comunale. E sì, perché Rifondazione Comunista non crede a quello che racconta la maggioranza a cui appartiene. Difficile, d'altra parte, sarebbe il contrario, perché sullo stato di salute del mare genovese, in giunta c'è chi lancia allarmi e chi risponde che non ci sono problemi. E siccome le lacerazioni interne non sono abbastanza evidenti, Rifondazione parte all'attacco e alla ricerca di una terza verità che sappia definitivamente rispondere ai perché su questa insolita moria di pesci. «È possibile che l'assessore all'Ambiente, il verde Luca Dall'Orto, dica che siamo nel pieno di un'emergenza ambientale e l'assessore Valter Seggi risponda che il mare genovese è in ottima salute?» tuona il consigliere comunale Arcadio Nacini. Ma se non sa rispondere lui, che con loro fa parte della maggioranza, difficile che altri possano dare una risposta. Eppure Arpal ci prova e continua a diffondere dati estremamente positivi, tanto che, stando alle analisi della stessa Agenzia regionale per l’ambiente, chi fa il bagno a Genova spesso è più fortunato di chi sceglie di tuffarsi in altre rinomate località delle riviere. Arpal dunque non è abbastanza efficiente? Diffonde dati fasulli? A Rifondazione Comunista, al momento, non osano dir questo. La loro è una verità diversa, relativista e del sospetto, ma senza la determinazione di una vera e propria denuncia. «Noi abbiamo dati differenti da quelli ufficiali, ma non li possiamo comunicare» allarma Simone Leoncini che aggiunge: «Anche le analisi di Goletta Verde e Lega Ambiente riportano una certa discrepanza con quanto dice Arpal». Sarà dunque la legge e il sistema di controlli sbagliato? No. Sì. Forse. Qui è perfino Rifondazione Comunista a spaccarsi. Leoncini dice no, mentre Patrizia Poselli, capogruppo in Comune, dice sì e insiste: «Come minimo i dati delle analisi sono insufficienti». Ma è Nacini che tenta di spiegare la posizione di Rifondazione attraverso la «scientificità» di aneddoti e opinioni che autodefinisce la voce del popolo: «La percezione che i depuratori funzionino non è di nessuno. Il Mar Ligure sembra avere anomalie, e questa non è l'impressione di un singolo, ma della collettività». Questo per non risparmiare attacchi alla sua maggioranza: «Già in ottobre, per le 20 tonnellate di pesci morti, ho fatto due interpellanze all'assessore Gianfranco Tiezzi. Mi è stato risposto che l'istituto di Torino incaricato delle analisi non ha potuto svolgerle perché le carcasse dei pesci erano giunte putrefatte». Colorito e irripetibile il commento, rigorosamente in zeineise, con cui Nacini esprime tutto lo scetticismo nei confronti di quella risposta ufficiale. Il mare dunque è inquinato? Sì. No. Forse. Insomma, anche sulla questione principale sembra non esserci chiarezza. «Ufficialmente non è inquinato, ma evidentemente lo è. È la gente che dice che fa schifo fare il bagno» tenta di riassumere Poselli, mentre Leoncini attacca: «Quello che chiediamo è più trasparenza, per avere la certezze che i controlli siano fatti con regolarità e rigore». Ma più informazione da parte di chi? «Del Comune e della Provincia» naturalmente, dove a governare però c'è anche Rifondazione Comunista. E a Leoncini spetta concludere con l'ennesima summa di politica di governo: «Noi non vogliamo fare denunce, ma ci limitiamo a fare domande». Sarà pur vero, ma da una maggioranza che vuole ben amministrare ci si attendono risposte. Possibilmente univoche ed efficaci.