Coincidenze e scongiuri per non tornare a 27 anni fa

Diego Pistacchi

Il Genoa ha molti più alleati di quelli che può neppure pensare. La maggior parte inconsapevoli, d’accordo, ma sparsi in tutto il mondo. E almeno due di loro sono in grado di offrire un peso specifico non indifferente. Tutti si augurano che il 2005 non sia proprio così identico al 1978, come, soprattutto calcisticamente parlando, sembra avviato a diventare. Una coincidenza forte con quell’anno è la morte del Papa, ma qui il Genoa confida in centinaia di milioni di preghiere che quotidianamente chiedono per Benedetto XVI un pontificato assai più lungo dei trentatré giorni di Giovanni Paolo I, che fece passare alla storia della Chiesa il 1978 come l’anno dei tre Papi. E se questo potrebbe già bastare ai patiti della scaramanzia, i tifosi non si sentono ancora tranquilli leggendo l’esito delle competizioni calcistiche che terminarono proprio in quegli anni.
Serie A. Scudetto alla Juventus (vedi 2005). Coppa Campioni al Liverpool (oggi è la Champions League). Coppa Italia all’Inter (anche il tabù che squadra che vince non è l’Inter è caduto a giugno). Poi le dolenti note, le retrocessioni. Se la Fiorentina si salvò proprio all’ultima giornata come due mesi fa, nel 1978 finirono in fondo alle rispettive classifiche anche Pescara e Como. La retrocessione toccò pure il Genoa, cui non bastarono 25 punti per salvarsi. E proprio a 25, virtuali punti, sarebbe stato retrocesso dalla sentenza della Caf il Genoa (che sul campo ne aveva conquistati 50 in più) per poter arrivare all’ultimo posto della classifica della B di quest’anno. Il fatto è che il Genoa in C farebbe salire in A l’Ascoli, quella stessa squadra che nel 1978 prese il posto del Genoa, vincendo il campionato di serie B all’ultima giornata contro il Modena (e il calendario quest’anno riservò la stessa sfida).
Fine delle coincidenze. Che sono già fin troppe per chi crede nella legge dei grandi numeri. Ma non c’è solo Papa Ratzinger a far ben sperare i tifosi rossoblù. Perché sempre classifiche alla mano, si scopre che nel 1978 il Vicenza arrivò secondo (parimerito a quel Torino che oggi spera nel lodo Petrucci per acciuffare la seconda divisione) in serie A e non in fondo alla classifica di B, così come lo stesso Catanzaro il campionato cadetto lo vinse insieme ad Ascoli e Avellino, mica finì ultimo. E il Milan che non vinse lo scudetto? Beh, in realtà non ne vinse ancora per un po’, perché l’anno dopo il suo presidente venne arrestato. Oggi il Genoa non è solo ad augurarsi che il 1978 abbia esaurito le coincidenze con la coppa Italia all’Inter e che quindi l’Ascoli non vada in A ogni morte di papa.