Col caldo arriva anche l’orticaria: colpirà oltre un milione di italiani

Gli specialisti: «È la più diffusa allergia che colpisce l’epidermide»

nostro inviato da Dublino

Orticaria in tutte le forme, varianti e versioni, ma non solo: anche psoriasi, eritemi, eczemi e altre malattie infiammatorie della pelle che possono trarre giovamento dalla cura con antistaminici. Se ne parla oggi e domani all’Antihistamines in Dermatology Summit (Vertice sugli Antistaminici in Dermatologia), che ha richiamato nella capitale irlandese centinaia di dermatologi, allergologi e farmacologi provenienti da tutta Europa. La «due giorni» di Dublino sarà anche l’occasione per fare il punto a un anno dalla pubblicazione di due importanti Linee guida sulla diagnosi e la terapia dell’orticaria, senza dubbio la più diffusa malattia della pelle da causa allergica. Secondo lo specialista tedesco Torsten Zuberbier, docente alla famosa clinica universitaria Charité di Berlino e autore dei due documenti, ne soffrono almeno 18 milioni di europei, di cui un milione e mezzo in forma cronica. Che vuol dire riempirsi di pomfi (chiazze arrossate di forme e dimensioni variabili) e grattarsi per almeno sei settimane consecutive, giorno e notte, ignorandone spesso il motivo, con le immaginabili conseguenze sulla qualità della vita.
Un’indagine commissionata dalla casa farmaceutica Schering-Plough a Gfk-Eurisko rivela altri dati interessanti. «Gli italiani che soffrono di orticaria sono più di un milione e 200mila, e più di metà di loro ne soffre proprio a primavera» precisa Isabella Cecchini, responsabile del Dipartimento ricerca sulla salute della società demoscopica milanese. «Tre su quattro sono donne, specie casalinghe di 35-44 anni, che sono colpite soprattutto alle braccia (48 per cento) e alle gambe (31 per cento). Per quanto il disturbo non sia vissuto come una vera e propria malattia» prosegue la sociologa «il suo impatto sulla qualità di vita è pesante: il 51 per cento dei pazienti ritiene ogni episodio molto o estremamente disturbante, tanto che il 60 per cento vive la situazione con fastidio e il 37 per cento addirittura con rabbia, per non dire del 56 per cento dei colpiti che perde in media tre notti di sonno per ogni settimana di orticaria».
Le cure ci sarebbero, ma sembra che manchi l’informazione. Infatti, benché il 70 per cento dei malati di orticaria abbia ricevuto la diagnosi da un medico, solo il 30 per cento di loro segue le sue indicazioni, mentre l’altro 40 per cento preferisce il “fai da te” con i farmaci di automedicazione. «E questo è uno sbaglio grave» commenta Alberto Giannetti, ordinario di Dermatologia all’Università di Modena e coordinatore con Zuberbier del vertice irlandese. «Solo il medico curante può avere la necessaria flessibilità nella prescrizione del farmaco, in riferimento al tipo, alla dose, alla psicologia del paziente e tanto altro ancora. A questo proposito, vale ricordare che gli antistaminici di ultima generazione, come desloratadina, non attraversano la barriera emato-encefalica e quindi agiscono senza penalizzare il malato con i tipici effetti collaterali – sonnolenza e sedazione – dei prodotti più datati».
Torna al centro la figura del medico, «a cui non spetta solo il compito di curare il paziente ma più in generale – spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di Medicina generale – quello di “farsene carico”, che oggi rappresenta il baricentro intorno al quale ruota la nuova figura del medico di medicina generale».