Ma col Cavaliere disoccupazione ai minimi

Nel 2005 il dato è sceso al 7,7%, contro una media Ue del 9%. Francia al 9,6%, Germania all’11,2%

da Milano

In Italia la disoccupazione è scesa al 7,7% nel 2005, un record positivo per il nostro Paese, che in Europa si conferma in controtendenza rispetto ai big Francia (9,6%) e Germania (11,2%). L’anno scorso, infatti, secondo le rilevazioni Istat, è calato di tre decimi di punto rispetto al 2004, contro il 9% nella Ue a 25. L’aumento degli occupati è stato incoraggiato dalla riforma del mercato del Lavoro introdotta dal governo Berlusconi, la cosiddetta Legge Biagi. Anche il Mezzogiorno in cinque anni è passato da oltre il 20% a un più incoraggiante 14,7% di media. La maglia nera spetta alla Sicilia (16,2%) seguita dalla Campania (14,9%), mentre la Lombardia è al 4,1%, ed Emilia Romagna, Val d’Aosta e Trentino sono addirittura sotto il 4 per cento.
La fotografia del mercato del lavoro italiano scattata dall’Istat mette inoltre in evidenza che, nell’ultimo biennio, è rimasto invariato il gruppo delle cinque regioni con i tassi di occupazione rispettivamente più alti e più bassi.
Nel primo gruppo troviamo ancora una volta Emilia Romagna (68,4% di occupati), Trentino Alto Adige (67,1%) e Lombardia, con il 65,5%: nel secondo ci sono la Calabria (44,5% di occupati), la Puglia (44,4%), la Campania (44,1%) e infine la Sicilia, con il 44% di occupati.
In particolare, nelle regioni meridionali sono bassi i tassi di occupazione femminile: in Puglia e in Campania lavora più o meno una donna su quattro (rispettivamente 26,8% e 27,9%), cioè meno della metà di quanto avviene in Emilia Romagna (dove la percentuale di occupazione femminile è il 60%), Val d’Aosta (57,9%), Trentino (56,8%) e Lombardia, con il 55,5 per cento.
Il Lazio si attesta sulla media nazionale per quanto riguarda il tasso di disoccupazione (al 7,7%) e poco al di sopra per il tasso di occupazione: 58,4% a fronte del 57,5% della media nazionale.
Tuttavia, l’Istat rileva che, rispetto al 2004, il tasso di disoccupazione cresce nelle regioni del Nord e diminuisce nel Mezzogiorno, sia pure con alcune importanti eccezioni. In Liguria e Veneto infatti la percentuale è stabile e in Piemonte addirittura in calo, mentre rimane invariata nel Molise e cresce in Calabria. Nel Centro, infine, il tasso di disoccupazione cala nelle Marche e nel Lazio mentre aumenta in Toscana e Umbria.
A livello provinciale le più attive sono le città emiliane, con un tasso di occupazione del 70,8% a Reggio Emilia e del 70% a Modena, mentre Crotone è l’ultima in classifica (39,6%), preceduta da Foggia (40,6%) e da Siracusa, con il 41 per cento. Ancora Reggio Emilia vanta il tasso di disoccupazione maschile migliore di tutti (1,7%), mentre a livello assoluto il primato spetta a Bologna, con il 2,7 per cento.