Col duello Fini-Fassino l’audience s’impenna

I sondaggi segreti portano brutte notizie per il «cartello» voluto dal Professore: sarebbe ben al di sotto della somma dei voti che Quercia e Dl prenderebbero al Senato correndo separati

Effetto Unipol anche sull’informazione tv. La campagna innescata dal Giornale con le intercettazioni telefoniche tra Piero Fassino e Giovanni Consorte ha acceso un dibattito che sta sconvolgendo anche gli ascolti dei talk informativi. Si nota proprio che gli spettatori hanno un gran bisogno di vedere i capipartito delle opposte fazioni dibattere dell’argomento. Il deus ex machina di questi confronti è sempre lui: Bruno Vespa, che prima fa il 36% con il duello Berlusconi-Bertinotti, poi il 27% con D’Alema-Tremonti. E lunedì sera è toccato al faccia a faccia Fini-Fassino, dove gli ascolti sono arrivati a vette inarrivabili fino a due settimane fa: 30,4% di share con 2 milioni e 226mila spettatori medi. Niente male per uno dei confronti meno brillanti, soprattutto per la mediocre performance di Piero Fassino, che da quando è sotto pressione per la sua «relazione pericolosa» con Consorte sembra aver perso la capacità di «stare in video»: nervoso, aggressivo, a tratti anche rabbioso, Fassino commette tutta una serie di errori di comunicazione che lo rendono pochissimo telegenico. Dall’altra parte invece c’era un Gianfranco Fini molto più abile nella gestione della comunicazione televisiva, che usava il fioretto per «colpire ed affondare», facendo il tutto con parole chiare e un tono deciso ed equilibrato.
Comunque, anche se non si è trattato di un faccia a faccia dei più brillanti, gli ascolti sono stati al di là del pronosticabile: oltre otto punti di share in più rispetto alla media dell’attuale edizione di Porta a porta, con una crescita soprattutto del pubblico maschile, anziano, del centro Italia, di cultura medio-alta ma con un reddito basso. In pratica, a seguire Fini-Fassino, al classico pubblico di Porta a porta (anziane signore del centro-sud con la licenza elementare) si è aggiunto un sostanzioso numero di pensionati. A prima vista, sembrerebbe proprio il classico elettore diessino, che vuole avere le idee più chiare sul pasticciaccio dell’Unipol. E difatti i picchi di ascolti sono stati raggiunti proprio nei momenti in cui a Porta a porta si parlava di questo argomento: quando Fassino esprime la propria opinione sui comportamenti di Giovanni Consorte (ore 00.03, 37,3% di share), oppure quando Fini polemizza sul ruolo delle coop (ore 00.20, 39%). Altri temi hanno comunque scaldato la serata televisiva: quando Fini ha parlato della priorità della sicurezza per i cittadini (ore 01.08, 35,8%), oppure quando nel finale il ministro degli Esteri e presidente di Alleanza nazionale ha ribadito con fermezza che, secondo lui, la Chiesa può e deve intervenire su alcune tematiche che riguardando la famiglia hanno indubbia rilevanza sociale e politica come le adozioni (ore 01.34, 37,3%).