Col genio di Zweig anche Cicerone diventa eccitante

L'evoluzionismo editoriale contemporaneo ha salvato dall'oblio le opere di Stefan Zweig, di sapida bellezza. Il genio di Zweig è nell'arte bizantina del cesello, quasi ipnotica. Zweig eccelle nel genere biografico, è un Plutarco passato al maglio di Picasso. Ha evocato Nietzsche e Verlaine, Freud, Casanova e Maria Antonietta. Vite che Castelvecchi sta ripubblicando una per una. Ora Zweig narra Cicerone. Che palle? Tutt'altro. Il pensatore latino ha scritto il più folle dei viaggi oltremondani e finì con la zucca conficcata sulla tribuna del Senato. Eccitante...

Davide Brullo