Col nuovo regolamento si potrà fare pubblicità anche sui marciapiedi

«Più decoro urbano e più ricchezza per il Comune». L’assessore all’Arredo, Maurizio Cadeo, fa lo spot al nuovo Piano e al Regolamento degli impianti pubblicitari approvati venerdì in giunta. Partendo dal fondo: con le nuove regole Palazzo Marino incasserà almeno 10 milioni in più all’anno - dai 20 a 30 milioni - senza ritocchi delle tariffe ma aumentando fino al cinquanta per cento in più la superficie di pubblicità consentita, ma senza oltrepassare comunque i 253mila metri quadri complessivi. Per fare pubblicità si potrà usare anche il manto stradale, ma solo nelle aree pedonali e purché il materiale sia antisdrucciolo. Stop ai cartelloni 6x3 almeno nel centro storico, gli impianti pubblicitari nei cantieri dovranno essere grigio-antracite e il Comune potrebbe «scambiare» spazi pubblicitari gratis con elementi di arredo - panchine, totem, bagni chimici - pagati interamente dagli sponsor. Tempi quasi dimezzati e autorizzazioni più lunghe (3 mesi per la pubblicità temporanea e 3 anni per quella permanente) per le imprese che chiedono i permessi.
Soddisfatto Cadeo, intanto perché i due documenti sono quasi una rivoluzione: il vecchio regolamento è di 13 anni fa, il piano generale non è mai esistito. Atti «condivisi, in modo trasparente», spiega l’assessore, che ha aperto due tavoli con «rappresentanti delle imprese, dei media e della guardia di finanza». Con l’ok del consiglio entro dicembre entrerà in vigore già nel 2008, altrimenti rischia di slittare un altro anno. Ecco perché Cadeo chiederà «un patto d’onore anche all’opposizione, per affrontare in modo concreto e utile l’esame della delibera. Anzi, saremo ben lieti se nel confronto ci saranno apporti». Il direttore del settore Marco Ricci riferisce che da inizio anno è partita una battaglia contro i manifesti abusivi accanto alle edicole, gli «strilloni», appesi spesso su semafori o agli incroci. I controlli hanno portato dai 20mila euro di multe del 2006 a 220mila quest’anno. Giro di vite anche per governare il fenomeno della free press. «Più tasse dalla pubblicità e meno dai cittadini - commenta il presidente della Commissione Arredo urbano Fabrizio De Pasquale (Fi) -. Faremo in modo che ci sia spazio per tutti, non solo per i grandi espositori di pubblicità».