Col piano regolatore saranno costruiti 80mila nuovi alloggi

Il presidente dell’Urcel Claudio Sette: «Lo sviluppo non può prescindere dalle necessarie infrastrutture nella regione»

Il settore delle costruzioni pesa per circa il 40 per cento del sistema industriale regionale. Nel 2005 nel Lazio gli investimenti sono stati circa 11.200 milioni di euro (stime Ance) e rappresentano il 7,2 per cento degli impieghi del Pil della regione. Gli occupati nel settore delle costruzioni, nel Lazio, sono 154.000 che costituiscono il 37,6 per cento degli occupati nell’industria. Sono oltre 15.500 le imprese edili iscritte nel Lazio, con oltre 65.500 operai attivi, per un monte ore lavorate di 62 milioni. Sono alcuni dei dati elaborati dall’ufficio studi dell’Urcel e illustrati in un incontro con la stampa dal presidente dei costruttori edili del Lazio Claudio Sette.
Sulle polemiche che accompagnano l’enorme ritardo nell’iter di applicazione del nuovo Piano regolatore generale, adottato quattro anni fa ma non ancora entrato in vigore, Sette non ha voluto affondare il dito nella piaga, limitandosi a una presa d’atto delle difficoltà derivanti dalla mancata approvazione dei piani paesistici da parte della Regione. Un iter, però, che quando si concluderà, «presumibilmente tra settembre e ottobre - ha detto Sette - consentirà al Piano regolatore generale di fare la locomotiva del sistema Lazio, non solo del sistema Roma».
«È sicuramente una locomotiva - ha continuato il presidente dei costruttori del Lazio - basti pensare agli investimenti enormi di infrastrutture, circa 2 miliardi di euro. Si tratta di un momento epocale, di un grande progetto economico e sociale». Sette, dopo aver spiegato poi che le conferenze di copianificazione tra Comune e Regione, secondo quando detto dall’assessore all’urbanistica Pompili, «si chiuderanno tra settembre e ottobre», ha detto che «bisogna stare attenti all’attuazione del Prg, con la creazione dei servizi lì dove sono stati promessi. Ma bisogna porre attenzione anche alla qualità». Si tratta di un’espansione, ha sottolineato Sette, di circa «80.000 appartamenti» per la città. «Speriamo si approvino il piano territoriale paesistico regionale e il piano delle coste», ha spiegato ancora Sette affrontando il problema - anzi, «il dramma» lo ha definito - delle infrastrutture. «Grande rilevanza assumono per il settore delle costruzioni a livello regionale i finanziamenti destinati alle infrastrutture e alle opere pubbliche nella manovra di bilancio 2007. Con la pazienza - ha aggiunto - devo dare atto a Marrazzo che è riuscito a cucire una proposta sull’autostrada Roma-Latina. Sono contento che si stia facendo, ma c’è anche un fatto non positivo: quando si parlava di corridoio tirrenico settentrionale alla conferenza dei servizi partecipavano sempre esponenti della Regione Toscana, non quelli del Lazio». Sette, in merito alle ipotesi di un terzo scalo aeroportuale del Lazio, propone di costruirlo, «lì dove ora ci sono maggiori infrastrutture» lasciando comunque, intendere che Viterbo ha qualche possibilità in più rispetto a Latina e Frosinone.