Col pretesto degli emendamenti esplode la rissa all’interno di An

Alemanno contro Schiuma, Storace contro Alemanno, Marsilio contro Storace, tutti contro tutti. Alleanza nazionale fa le sue prove tecniche di opposizione sfoggiando un poco invidiabile masochismo. E persino la battaglia sul bilancio capitolino finisce per mietere vittime quasi esclusivamente all’interno del partito: volano stracci tra gli ex compagni di corrente della Destra sociale, a cominciare appunto da Alemanno e Storace.
È proprio quest’ultimo a innescare la polemica, quanto mai scottante in vista del prossimo congresso cittadino. Il senatore di An, due sere fa, aveva infatti commentato sarcasticamente la scarsa affluenza alla manifestazione contro l’aumento della pressione fiscale organizzata sotto il Campidoglio dai gruppi consiliari della Cdl. «È davvero un peccato che un partito forte di 40mila iscritti raduni solo qualche centinaio di persone contro la giunta Veltroni». Più velenosa la postilla dell’ex Governatore: «Probabilmente si avverte la mancanza di un’opposizione autentica». Un modo per «supportare» la causa di Fabio Sabbatani Schiuma, le cui migliaia di emendamenti presentati contro il bilancio veltroniano (3.361 emendamenti e 1.145 odg) avevano visto da giorni una presa di distanza del resto del gruppo di An, consolidatosi intorno a un più ridotto pacchetto di 500 proposte. Tanto che Storace ha esplicitamente invitato ad appoggiare Schiuma, per «materializzare concretamente» l’opposizione a Veltroni. Immediata la replica di Gianni Alemanno, con l’invito a Storace a «non infastidire» il partito che a Roma è impegnato «in una seria discussione». E quanto a Schiuma, il commissario romano di An taglia corto, bollando i suoi emendamenti come «inutili e demagogici». Ma il botta e risposta non chiude la polemica, riaperta subito dall’ex ministro della Salute: «Preferirei che Alemanno infastidisse il sindaco piuttosto che accusare me». Nemmeno la notte porta consiglio, e ieri il vetriolo è tornato a scorrere copioso. Ancora Storace ha suggerito a Schiuma di ritirare i propri emendamenti per «non mettere a repentaglio salute e tempo per chi non merita di avere consiglieri comunali del tuo valore», ironizzando ancora sul timore di «dispiacere a Walter Veltroni» dell’attuale opposizione in Campidoglio. E stavolta la risposta arriva dal capogruppo in consiglio comunale, Marco Marsilio, che con una lettera aperta rispedisce al mittente l’accusa di «intelligenza col nemico» e critica il «comportamento isterico» che vanifica il lavoro politico del gruppo: «Grazie al capolavoro che avete confezionato - osserva furente - sui quotidiani non si parla delle tasse di Veltroni, ma della tua lite con Alemanno. Se il sindaco avesse avuto mai bisogno di un complice, lo ha trovato in te». Posizione fatta propria da Alemanno, che in chiusura però invita a «superare le lacerazioni», e scopre le carte, indicando il «campo di battaglia»: «La sede per un confronto ampio e trasparente sul partito nella capitale sarà possibile nel corso del prossimo congresso romano». Che vedrà tra i candidati lo stesso Alemanno e Andrea Augello. E magari, come ipotizza l’ex «federale» Vincenzo Piso, a battersi per quella poltrona potrebbe esserci anche Storace.