Col sonno della diplomazia perso l’appoggio dell’estero

L’asse di ferro Russia-Germania. Il blocco compatto dei Paesi islamici, la solidarietà di una parte di quelli in via di sviluppo. La simpatia della Cina, quella velata degli Stati Uniti. Gli appoggi internazionali della diplomazia turca potrebbero essere più decisivi rispetto a quelli destinati ad appoggiare la candidatura di Milano. Forse un’eredità del passato. O magari di una posizione geografica che favorisce Smirne. Con le potenze occidentali interessate ad avere una base d’appoggio o perlomeno un Paese non ostile nel cuore dell’Islam. Lì dove si giocherà molto del destino futuro del Pianeta. Certo l’occasione era importante. E, soprattutto, il governo di centrosinistra avrebbe fatto meglio a ricordare e magari a imitare, l’attivismo dei predecessori. Indubbio che, Berlusconi premier, ben diversa fosse la considerazione dell’Italia presso la comunità internazionale. Oggi, invece, nemmeno una manifestazione di grandissimo prestigio riesce a convincere la Farnesina a un impegno che vada al di là dell’ordinaria amministrazione. A meno che il motivo di tanta freddezza non sia che a Milano e in Lombardia, guarda caso, a governare c’è da anni il centrodestra.