Via col superG donne L’Italia tifa Schnarf

Sarà che per la prima volta il premio è in denaro, ma i Mondiali di sci alpino di Garmisch-Partenkirchen sono stati presi d'assalto: 69 paesi e una presenza record di 525 atleti. Oggi si va già a medaglia: "Ladies first" con il superG sulla Kandahar all'ombra dello Zugspitze. Con subdola pretattica Lindsay Vonn, acciaccata leader di classifica generale ha bollato la pista: «Difficile e da maschio». Da che pulpito!
Per gli annali l'ultimo superG iridato, a Val d'Isere 2009, incoronò proprio Vonn, Marchand Arvier e Fischbacher. Due di loro hanno saputo ripetersi l'anno dopo a Vancouver: vinse Fischbacher su Maze e Vonn. In questa stagione la francese, la slovena e l'austriaca non hanno ancora brillato e la medaglia sembra un gioco fra Vonn e l'eterna rivale Maria Riesch che proprio a Partenkirchen è nata. Infortunata e grande assente ai Giochi, è tornata subito a vincere la svizzera Lara Gut. Attenzione però anche a Dominique Gisin e soprattutto a Julia Mancuso, l'altra americana che non ama fallire le gare che contano.
Pensando in azzurro, alle Olimpiadi un decimo dietro alle regine di superG finì Johanna Schnarf. Quest'anno vanta un settimo posto. Con lei in gara Daniela Merighetti, finora più efficace in discesa, Elena Fanchini e la neocampionessa junior di superG Elena Curtoni. Il dt Ravetto approva una pista finalmente difficile: «Inutile non sbagliare per arrivare. Ora si deve provare a vincere».
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