Colaninno si autosospende da Immsi

Immsi sospende Roberto Colaninno dalla presidenza per il fallimento Italcase-Bagaglino. È una decisione a sorpresa quella adottata nella tarda serata di ieri dalla holding dell’imprenditore mantovano cui fanno capo in primo luogo Piaggio e Rodriquez. Colaninno è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Brescia insieme ad altri banchieri e imprenditori ma la disciplina della sospensione vincola in linea teorica solamente gli istituti di credito.
Diversa e più severa, tuttavia, l’interpretazione di Immsi che, in quanto finanziaria ha deciso di sospendere Colaninno come è già accaduto in Capitalia (dove l’imprenditore è consigliere) e come è atteso in Mediobanca. Il 18 gennaio (19 in seconda convocazione) è invece attesa l’assemblea di Immsi per reintegrare Colaninno che per contro rimane, invece, con tutti i propri poteri al vertice della controllata Piaggio.
Quest’ultima ha anche esaminato e approvato il budget 2007. Stessa copione per Immsi i cui consiglieri sono stati inoltre informati delle nomine avvenute nella società controllata Rodriquez Cantieri Navali che vede ora Luciano Pietro La Noce alla presidenza e Gianclaudio Neri come direttore generale. Quella di ieri è l’ultima scossa di un terremoto giudiziario che ha coinvolto i salotti buoni della finanza implicando in primo luogo il presidente di Capitalia Cesare Geronzi, l’amministratore delegato di Banca Popolare Italiana Divo Gronchi e l’ex top manager di Unipol Ivano Sacchetti. Cui si sono affiancati gli imprenditori Ettore Lonati e Steno Marcegaglia. A Mario Bertelli, «dominus» della bancarotta, sono stati invece calcolati 13 anni in carcere.
Di Capitalia, oltre a Geronzi, sono stati condannati una pattuglia di manager tra funzionari, consiglieri del comitato fidi o di quello esecutivo. Una dozzina invece quelli della Bam e della Banca nazionale dell’agricoltura (Bna ). L’accusa è di aver tenuto in vita il gruppo Italcase tramite finanziamenti e mutui con garanzie esagerate, fingendo di ignorare che era decotto. Per poi simulare crediti privilegiati e chirografari ben superiori al reale.