Colesterolo, a rischio un italiano su due

Duccio Pasqua

da Roma

«Lei sa cos’è il colesterolo?». A questa domanda due italiani su tre non sono in grado di rispondere. Il problema è grave, se si considera che più della metà della popolazione viaggia oltre il livello di rischio, trovandosi a fare i conti con il colesterolo alto. L’allarme è stato lanciato ieri a Roma, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Congresso nazionale della Società italiana di terapia clinica e sperimentale, in programma a Napoli da oggi a sabato 21. Un’occasione per riunire gli esperti e trovare una linea di comportamento condivisa davanti a una realtà così drammatica.
Secondo i dati il 63% della popolazione ignora cosa sia il colesterolo, o ha comunque le idee confuse in proposito. Non conforta scoprire che solo un italiano su 4, tra quelli consapevoli di avere problemi di colesterolemia, assume farmaci e solo il 17% di quelli che seguono una terapia farmacologica la rispetta per lunghi periodi. «C’è la falsa percezione - sottolinea Catapano, Ordinario di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano - che assumere un farmaco e iniziare a regolarizzare la situazione equivalga a guarire. È un grave errore, perché l’interruzione della terapia annulla tutti i benefici ottenuti sino a quel momento». Si fa presto a rendersi conto della gravità della situazione confrontando le cifre di Mannheimer con la fotografia dell’Italia «scattata» dal Progetto cuore dell’Istituto superiore di sanità. I dati dell’Iss dicono che il valore medio di colesterolemia nella popolazione italiana è di 205 milligrammi per decilitro negli uomini, e 207 mg/dl nelle donne, a fronte di un limite massimo stimato da Catapano in 190 mg/dl; 21 uomini e 25 donne su 100 hanno il colesterolo alto e cioè a più di 240 mg/dl, mentre il 36 per cento degli uomini e il 33 per cento delle donne sono in una condizione a rischio, cioè hanno una colesterolemia compresa tra 200 e 239. «È assolutamente necessario ridurre il livello di colesterolo - continua Catapano - e la riduzione deve essere più marcata quanto più un soggetto è esposto al rischio. In prima linea c’è chi ha avuto un infarto o un ictus, poi i diabetici, gli ipertesi o chi segue una terapia per combattere l’ipertensione ed è portatore di rischi multipli».
I metodi per combattere il colesterolo sono tanti: se la situazione non è grave, è consigliabile seguire la strada dei consigli nutrizionali, mangiando frutta e verdura, privilegiando le carni bianche, sostituendo una o due porzioni settimanali di carni rosse con il pesce, consumando con moderazione formaggi e insaccati, bevendo latte parzialmente scremato. Cambiare stile di vita, praticando nel corso della giornata una moderata attività fisica, può risultare molto utile. Si può trarre giovamento camminando a passo sostenuto per 45 minuti, o salendo a piedi le scale di casa. Se questi interventi non sono sufficienti, è necessario ricorrere ai farmaci. «Grazie alle statine - conclude Catapano - ora riusciamo a ottenere riduzioni della colesterolemia del 50 per cento».