Colf moldava si prostituisce per comprare rene alla figlia

I poliziotti la descrivono come una brava donna, arrivata in Italia qualche anno fa per guadagnarsi onestamente da vivere come badante, e infatti è stata subito messa in regola dai suoi datori di lavoro. Ma duramente colpita dalla sorte: una figlia afflitta da una grave malattia renale che la costringe a costose cure. E per questo lei non ha avuto altra scelta che prostituirsi. Incappando però in una gang di sfruttatori che l’hanno malmenata, accoltellata e rapinata. Lei ha trovato il coraggio di denunciare tutto alla polizia facendo finire in manette tre romeni.
La donna, 30 anni, arrivata dalla Moldavia, uno dei Paesi più poveri d’Europa, era riuscita a farsi benvolere da tre famiglie di Pregnana e Cormano, che nel 2006 l’avevano assunta e messa in regola. A marzo scopre che la figlia di 7 anni ha gravi insufficienze renali. La bambina ha bisogno di un trapianto e nel frattempo deve sottoporsi a dialisi. Una vera mazzata per la donna che a quel punto ha una sola scelta: la strada. E come luogo per prostituirsi sceglie la Comasina, per una ragione molto semplice: è comoda da raggiungere in autobus, visto che lei continua a fare la badante.
Qui però entra nel solito circuito infernale di sfruttamento. Viene avvicinata da quattro romene, che spiegano come «funziona» il giro. Loro stanno lì perché hanno un protettore che «provvede» alle loro necessità, in cambio di una cospicua fetta dei loro guadagni, dal 70 all’80 per cento. Lei rifiuta e qualche giorno dopo viene affrontata da tre romeni che rinnovano le richiesta: soldi oppure si trova un altro luogo. Nuovo rifiuto. E dopo qualche giorno i tre passano alle vie di fatto: l’aggrediscono, la picchiano, l’accoltellano a una fianco e le rubano i 700 euro che aveva guadagnato negli ultimi due giorni.
La moldava finisce a Niguarda, dove viene curata, la prognosi è di un paio di settimane, e soprattutto convinta a sporgere denuncia. Lei parla con gli agenti del commissariato Greco Turro, diretti dal vice questore Manfredi Fava, che avviano le indagini: pedinamenti, appostamenti, riprese filmate e alla fine tutti i protagonisti di questa storia vengono individuati. Sono in tutto dieci romeni: le quattro donne mandate sul marciapiede, due minorenni e quattro adulti. Tre di loro, di 26, 27 e 31 anni, sposati o conviventi delle prostitute, sono i protagonisti dell’aggressione. Il gruppo occupa abusivamente un monolocale al primo piano di via Traversi 24, a Quarto Oggiaro. L’altro giorno la polizia ha fatto irruzione nell’edificio e arrestato i tre: uno solo aveva, finora, precedenti in Italia, mentre tutti risultano pregiudicati nel loro Paese.