Colf torturata e strangolata in casa

Strangolata e torturata con un coltello e quindi abbandonata in salotto a fianco dell’aspirapolvere che stava usando al momento dell’aggressione. Un delitto che per il momento ha tutti i contorni del giallo. La vittima infatti era una domestica peruviana di 45 anni, sorpresa in un appartamento di Buccinasco dove faceva le pulizie. Dunque chi poteva avere interesse a uccidere una sudamericana non giovanissima, non avvenente e non ricca?
Alicia Berta Chuquitaype, aveva recentemente sposato un uomo di circa 25 anni più grande ed era andata a vivere a Corsico. Per aiutare il marito pensionato, sbrigava le faccende domestiche in diverse case della zona. Qualche mese fa era stata presentata a Franco e Maria Antonietta De Milato. I coniugi si erano subito affezionati e le avevano lasciato le chiavi della loro casa al quinto piano di viale Lombardia 34/c, dove abitano da un paio di anni.
Ieri verso le 8 marito e moglie sono usciti insieme ai tre figli, uno di 4 anni e due gemelli di 2. Hanno portato i bimbi all’asilo e poi sono andati al lavoro: lui in un’azienda edile di Trezzano, lei al municipio di Buccinasco. Alicia sarebbe arrivata poco dopo, avrebbe come al solito pulito casa e quel giorno in particolare anche preparato il pranzo.
Verso le 13 l’uomo è andato a prendere la moglie e il figlio più grande per pranzare insieme. Scoprendo subito che qualcosa non andava: la porta non era chiusa a chiave, bastava ruotare la maniglia per aprirla. Insospettito è entrato per primo scoprendo il corpo riverso in salotto. Ha fatto subito allontanare il bambino e quindi lanciato l’allarme.
I primi ad arrivare sono stati i sanitari del 118 che hanno tentato di rianimare la donna, ma non c’era nulla da fare. Più tardi il medico legale farà risalire il decesso a un paio di ore prima. Quindi sono arrivati da Corsico il capitano dei carabinieri Mario La Mura e da Milano i responsabili del nucleo operativo, Pierluigi Gabrielli, e del reparto operativo, Paolo Ferrarese. In breve è stato rintracciato il marito finito in caserma insieme ai coniugi De Milato.
Da un esame esterno del corpo, la donna presentava delle ferite sull’addome, braccia e schiena, inferte con una lama molto tagliente, non ancora ritrovata, forse portata via dall’assassino. Non così profonde però da determinare la morte. Quasi uno sfregio o, peggio, una tortura a cui sarebbe stata sottoposta la vittima. Ma non è ancora chiaro se prima o dopo il decesso. Ben visibili poi un ematoma sopra l’orecchio destro, sembra un colpo inferto con violenza, e segni di strangolamento sul collo, forse con il cavo dell’aspirapolvere. Elementi però piuttosto incerti, per cui solo l’autopsia potrà determinare le cause del decesso.
Quanto al movente appare poco credibile il tentativo di rapina: dalla casa perfettamente in ordine non manca nulla. Rimane la pista del delitto passionale. L’assassino infatti conosceva le abitudini della peruviana e, soprattutto, sapeva perfettamente quando e dove sorprenderla sola e indifesa. Per questo gli investigatori stanno vagliando abitudini e frequentazioni della vittima e le solite «voci» come quella, ancora tutta da verificare, che la donna stesse aspettando un bambino.