Il collage del Felipe-pensiero: «Lui numero 1, ma a fine anno...»

Dopo il successo in Bahrein: «Adesso arrivano le piste che mi piacciono»

«Io e Kimi siamo diversi però abbiamo entrambi la stessa voglia di lavorare per rendere questo team sempre vincente. Il fatto che lui abbia il numero uno sulla macchina non cambia nulla per me: quel che conta è solo il numero che uno di noi avrà alla fine dell’anno. Nel 2007 ho vinto tanto e solo alcuni problemi di affidabilità mi hanno tolto dalla sfida iridata. Da tutto questo ho imparato ancor di più e voglio il titolo» (Maranello, 6 gennaio 2008). E a Campiglio: «Lo scorso anno non ritengo di aver reso meno di Raikkonen, anzi, fino a Monza gli ero davanti... Poi ho avuto degli inconvenienti. Se mi ha ringraziato? Sì, ha detto solo grazie, è uno di poche parole». Quindi il 3 marzo, a chi gli chiedeva se lui e Kimi fossero amici: «Abbiamo solo un buon rapporto professionale»; e a Melbourne, alla vigilia del primo Gp: «Se mi aspetto gratitudine dal team per ciò che ho fatto in Brasile? Certo». E siamo a domenica, dopo la vittoria: «Se mi ha messo pressione? No, non ho mai spinto al limite perché vedevo che il vantaggio su Kimi aumentava. Io l’ho solo controllato, tutte le volte che avevo bisogno di allungare lo facevo, avrei potuto andare più forte... Adesso arrivano due piste che mi piacciono molto (Barcellona e Istanbul dove ha vinto lo scorso anno, ndr), là sarò molto forte». Esattamente ciò che dice Raikkonen.