Al Collatino un nuovo campo abusivo

La Martora, lascia o raddoppia? Ovvero, dopo il primo, da febbraio un secondo campo. In via del Flauto, a duecento metri in linea d’aria. «Siamo stati autorizzati dall’ex prefetto» dicono i nuovi arrivati. Poco credibile, ma intanto stanno lì indisturbati.
Il campo rom de La Martora è in cima alla lista degli sgomberi annunciati dal Campidoglio, insieme con il Casilino 900, Monachina, Tor de’ Cenci, Baiardo, Foro Italico. L’insediamento, una fitta rete di camper e roulotte sotto il cavalcavia della Roma-L’Aquila, tra la Collatina e Colli Aniene, è considerato a Roma l’Eldorado della droga. I pusher non escono neppure dal campo, i tossicodipendenti (anche minorenni) fanno la fila come al supermarket. Dieci euro per una bustina, poi basta un albero. Prostituzione, ricettazione, furti, gli altri business dei rom. Nel campo la situazione è esplosiva, si contano non meno di 800 persone. «Non li abbiamo mai visti lavorare - denunciano gli abitanti - rubano anche con noi dentro casa, le donne sono perfino più aggressive degli uomini. Viviamo sotto assedio».
E oggi la delinquenza in zona rischia di raddoppiare. In via del Flauto, 200 metri da La Martora, dall’altra parte di viale Togliatti, è sorto da poco un altro insediamento. In tutto e per tutto simile. Stesse facce, stesso giro di affari: spaccio, prostituzione. La popolazione è esasperata. Aspettava lo sgombero de La Martora, invece ora si trova fra due fuochi. I blitz della polizia fermano di tanto in tanto qualche pusher, ma in zona a dettare legge sono i rom.
Il comitato di quartiere Colli Aniene Tribune un paio di settimane fa ha inviato una lettera al Prefetto Pecoraro. «Ci rivolgiamo a lei quale massima autorità territoriale volta a tutelare gli onesti cittadini - si legge -. Colli Aniene è in questi giorni ancora sulla cronaca per misfatti compiuti dagli occupanti del campo La Martora. Il 24 marzo, infatti, la Polfer ha scoperto l’ennesimo traffico di stupefacenti, nel giro di pochi mesi all’interno del campo sono stati effettuati diversi blitz delle forze dell’ordine con molti arresti». Nella lettera si ricordano «i fatti criminosi di cui sono responsabili gli occupanti del campo: i continui furti in negozi ed appartamenti, le aggressioni ai residenti, il tentativo addirittura di dar fuoco a un vigile urbano».
Il comitato richiama l’attenzione del Prefetto anche sul problema sanitario: il fumo tossico che si leva dai focolai d’immondizia e cavi plastici; la denuncia della Asl RmB, che il 23 settembre 2008 aveva chiesto lo sgombero dopo aver verificato la grave situazione igienico-sanitaria. «Perché se La Martora dev’essere smantellata, a 200 metri, in via del Flauto, il 7 febbraio scorso è stato fatto sorgere un altro campo senza che nessuno sia intervenuto?» chiede il comitato di quartiere a Pecoraro.
La lettera è del 27 marzo. Per ora nessuna risposta. I residenti non nascondono la delusione: «Ci siamo rimasti malissimo - dice Giuseppe Martucci, il presidente - siamo cittadini onesti, il nostro comitato conta più di 300 iscritti. Scriveremo di nuovo al Prefetto, abbiamo diritto a una risposta». In via del Flauto si contano già un centinaio di rom, racconta Martucci: «Sono arrivati all’improvviso, ci hanno detto che venivano dal Laurentino, che erano stati autorizzati dall’ex prefetto Mosca. Ora vivono in un parco pubblico, sotto le nostre finestre. Il consigliere comunale Fabrizio Santori ci ha rassicurato ...Noi, però, in concreto non vediamo niente. Se non toccano il Casilino 900, da La Martora non se ne va nessuno».