Collavini, il Friuli con le bollicine

La spumantistica di qualità italiana non è solo fatta di Chardonnay e di Pinot (Bianco o Nero). Nel nobile Friuli c’è chi, come Collavini, produce eccellenti bollicine da Ribolla Gialla, grande vitigno autoctono. La bottiglia è una vera chicca: il vino è infatti un millesimato (noi l’abbiamo assaggiato nell’annata 2003) che fa la presa di spuma nella primavera successiva alla vendemmia e matura per almeno 22 mesi in autoclave con periodiche agitazioni dei lieviti sulle fecce. Poi altri sei-otto mesi di riposo in bottiglia. Il risultato è un vino che fa della finezza il suo punto forte, con un naso piacevolmente fruttato e una bocca piuttosto pastosa. Ottimo per aperitivi ma anche a tutto pasto.
Se la Ribolla Gialla Spumante è una gustosa sorpresa, il vino di cui innamorarsi in casa Collavini è però il Broy, ottimo nell’edizione 2006 come lo era nelle precedenti annate. Trattasi di un Collio doc da uve Chardonnay (40 per cento), Tocai Friulano (40) e Sauvignon (20) surmature e poi appassite, quindi fermentate in piccole botti di rovere di Allier e poi imbottigliate nella primavera successiva. Mettere il naso in un bicchiere di Broy vuol dire vivere un’esperienza esaltante: grandiosa la ricchezza e l’espressività dei riconoscimenti che vanno dai fiori bianchi alla frutta tropicale alle spezie al cioccolato bianco. La bocca è rotonda e piena, la persistenza davvero notevole. Un grandissimo bianco tra i grandi bianchi della regione: il prezzo è di circa 25 euro, buona la reperibilità. Da abbinare a grandi preparazioni di pesci ma anche a formaggi stagionati. Terzo vino da noi assaggiato la Ribolla Gialla Turian 2006, tutta acciaio e con una freschezza agrumata in evidenza. In catalogo un’altra dozzina di etichette tra i quali un imperiale Colli Orientali del Friuli Picolit, alcuni ottime interpretazioni dei classici bianchi friulani (Sauvignon, Friulano, Chardonnay, Pinto Bianco) e, tra i rossi, il Merlot Dal Pic e lo Schioppettino Turian.