Il Colle mette le mani avanti: no ai ribaltoni

RomaNo, non è proprio «tempo di ribaltoni» e nemmeno di «rivalse faziose o di recriminazioni velenose e sterili». Questo, dice Giorgio Napolitano, «è il momento della prova, della responsabilità», perché «da domani a fine aprile ci 200 miliardi di euro di buoni del Tesoro da collocare». Nasce un governo d’emergenza, che deve «fare recuperare la fiducia nell’Italia degli investitori e delle istituzioni europei». Nasce con l’appoggio di tutti o quasi i partiti. Ma quanto reggerà? Fino al 2013, spera il capo dello Stato. «La durata reale però sarà determinata dalla reazioni dei mercati, dai risultati».
Supermario comincerà oggi le consultazioni. «L’Italia uscirà dalla crisi e tornerà a essere una forza e non una debolezza dell’Europa - le sue prime parole al Quirinale subito dopo il mandato - i nostri sforzi saranno indirizzati a risanare la situazione finanziaria e a rilanciare la crescita, con attenzione all’equità fiscale. Lo dobbiamo ai nostri figli». Per la squadra serve tempo e Monti ne prenderà: «Seguirò criteri di urgenza e di scrupolo. Ho profondo rispetto del Parlamento, tornerò dal presidente solo quando potrò sciogliere la riserva».
Alle otto e mezzo di sera si affaccia anche Napolitano e fa il punto. Comincia con gli onori delle armi al Cavaliere, «che si è comportato con correttezza», e spiega come, in mezzo alla tempesta finanziaria. Una campagna elettorale adesso «significa un vuoto di potere di alcuni mesi» che non ci possiamo assolutamente permettere.
Questo però non vuole dire che ci sia «un ribaltamento del risultato delle elezioni» e che non si tornerà «presto alla democrazia dell’alternanza». Nessuna forzatura, io, dice il capo dello Stato, «ho seguito con imparzialità gli sviluppi della situazione». Ma, precisa, «sull’evitare un precipitoso scioglimento delle Camere dovrebbero convenire sia le forze che hanno vinto nel 2008, sia quelle di opposizione: i secondo hanno perso tre anni e mezzo fa, ma i primi hanno visto recentemente tensioni e rotture che hanno ridotto la base di maggioranza». Quindi, provate adesso a salvare insieme il Paese e dopo «il confronto a tutto campo riprenderà appena al parola ritornerà ai cittadini». Cioè, nel 2013, par di capire: questo è l’orizzonte temporale di SuperMario.
Certo, Napolitano sta chiedendo ai due poli «uno sforzo difficile dopo anni di contrapposizioni e di scontri e di inascoltati appelli alla moderazione». Ma è una sfida da vincere. L’Italia è «particolarmente fragile per il suo debito, il rialzo degli interessi e il ristagno dell’economia». Va salvata.