Il collega della Mobile: «Carriera da prima pagina»

A Genova Arrigo Molinari fu inserito nella squadra mobile, comandata prima dal leggendario «Angiulin Costa» (su di lui sono stati scritti anche alcuni libri) e poi da Mimmo Nicoliello, divenuto in seguito questore di Savona. «Con Arrigo - racconta oggi Nicoliello - ho lavorato per circa 20 anni. È stato un collega, ma soprattutto un amico. Un uomo simpatico, aperto, generoso, sempre sopra le righe, in ogni sua manifestazione». Già nei suoi primi anni alla Mobile, Molinari si distinse non solo per le sue capacità investigative, ma per quel suo modo unico di essere sempre al centro dell'attenzione, sensibile alle necessità della stampa e della televisione, pronto a «dimenticare» qualche volta anche i regolamenti per aiutare i giornalisti. «La vicenda Tenco - ricorda Nicoliello - lo aveva in qualche modo “segnato”, a tal punto che quando passò all'anticrimine, la sezione amministrativa della questura, riusciva comunque a tirar fuori notizie da prima pagina». Il suo essere sempre sopra le righe lo portò ad avere spesso problemi con gli alti gradi della Polizia. Divenne vice questore vicario, sempre a Genova, negli anni in cui scoppiò lo scandalo della loggia P2 alla quale Molinari risultò essere iscritto. Ma l'inchiesta disposta dal Ministero dell'Interno lo assolse in quanto i suoi contatti con la P2 avvennero solo per «indagini d'ufficio e su disposizione dei superiori».