Colletta di cibo: i detenuti aiutano i poveri

Dal carcere di San Vittore arriva una bella lezione di altruismo e di solidarietà. Che, in silenzio, contribuisce ad aiutare chi vive per strada, chi non ha i soldi per mettere insieme pranzo e cena. I 1.400 carcerati hanno raccolto oltre trenta scatoloni di derrate alimentari da donare alle associazioni caritatevoli che aiutano i poveri. Loro, che di certo non se la passano alla grande. «È vero - spiega un detenuto - ma là fuori dalla cella c’è anche chi sta peggio, soprattutto con questo freddo».
I detenuti, raccogliendo biscotti, pacchi di riso e di pasta, hanno voluto contribuire alla 15esima edizione della giornata nazionale della colletta alimentare. I generi alimentari, acquistati dai carcerati con la loro spesa settimanale, saranno destinati alla fondazione Banco Alimentare onlus e serviranno per aiutare più di ottomila enti caritativi che si occupano dell’assistenza di 1,4 milioni di poveri. Alla raccolta, avvenuta all’interno del carcere, ha partecipato anche l’assessore regionale alla Famiglia e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli, accompagnato dai volontari dell’associazione Incontro e Presenza. Insieme all’assessore, che per l’occasione indossava l’apposita pettorina gialla, il direttore del carcere, Gloria Manzelli, il comandante della Polizia Penitenziaria, Manuela Federico e, per la Fondazione Milan, il capitano Franco Baresi. «Ho potuto sperimentare - spiega l’assessore Boscagli - un gesto di carità fatto da persone che, a loro volta, avrebbero bisogno di aiuto e supporto, non solo materiale ma anche di accompagnamento morale e psicologico. Sono stato colpito da un detenuto che mi ha raccontato di aver voluto donare perché sapeva che in giro c’erano persone più sfortunate di lui». Ieri, in tutta la Lombardia, 30mila volontari hanno invitato i clienti dei supermercati a donare alcuni tipi di alimenti che verranno distribuiti alle strutture convenzionate con la Rete Banco Alimentare. Per la seconda volta la colletta entra anche in carcere: in Lombardia, oltre al carcere di San Vittore hanno aderito anche quello di Opera, Monza e Bollate.
«Il momento storico che stiamo vivendo - scrivono i volontari per spiegare ai clienti il significato della donazione del cibo - rimane molto delicato e drammatico. I poveri sono in costante crescita e sono sempre più prossimi a ciascuno di noi. Non manca solo il cibo, manca il lavoro, la casa e soprattutto sembrano venir meno le ragioni per sperare e per questo si è sempre più soli; una solitudine spesso avvertita da chiunque, poveri o ricchi. Cristo, presente ora, colma quella solitudine, risponde a tutte le esigenze del nostro cuore. Per questa esperienza, proponiamo ad ognuno la Colletta Alimentare, perche´ facendo la spesa per chi è nel bisogno, si ridesti tutta la nostra persona, cominciando a vivere all`altezza dei desideri del nostro cuore». Nel 2010 sono state raccolte 65mila tonnellate di alimenti, pari a un valore di 210 milioni di euro ovvero al carico di oltre 2mila tir.