Collezionista di gadget Expo li mette all'asta. Per un milione di euro

Elena Gaiardoni

Un «ricordo» di Expo da un milione di euro. È quanto vale la collezione di gadget di un milanese che mette in vendita sul web a organizzatori di mostre e eventi vari, i suoi tesori, per realizzare un tesoro. Si tratta della raccolta completa del settimanale «ViviExpo», trenta numeri, altri sedici numeri di «MetroExpo», e poi: brochure ufficiali raccolte all'ExpoGate, depliants presi in tutti i padiglioni dell'Esposizione, ottocento foto in versione diurna e notturna, libri e guide.

Un ventaglio di reperti che, aperto, ti fa respirare di nuovo l'aria di quel mercato che è apparso a Rho-Pero nel 2015 per essere un momento di svolta in un campo difficile come l'alimentazione e la fame nel mondo, ma alla fine per molti degli esperti è uscito solo un buco senza la ciambella se si pensa al mondo del cibo inteso come bene sociale. Magari l'affare riesce a questo signore che fra tutti i fan di Expo detentori sul web di oggetti da collezione, ventagli, cappelli, bottiglie di birra, succhi di vaniglia, supera tutti con la sua milionaria proposta.

Per chi decide di farsi avanti, la trattativa è riservata. Sul web spopolano le vendite di cose della fiera milanese. I gadget sono infiniti, ma il milanese ce l'ha messa proprio tutta per essere il più quotato. Non si accontenta di sfoderare spille, tazze, medaglie, peluche, non mira alla cianfrusaglia da trovarobato di bassa lega. Punta in alto, all'affare che ti sistema per tutta la vita. Expo non avrà forse lasciato troppo per quanto concerne il problema dell'alimentazione terrestre, l'Albero della vita è una giostra da luna park senza neppure la scimmietta di un tempo che si arrampicava sugli alberi della cuccagna facendoti sorridere. Ma chissà, forse adesso magari renderà ricco un temerario che ha pianificato la sua pensione facendo code, code e code nel Decumano, come se fosse un lavoro.