Collina cancella i reduci di Calciopoli

da Roma

Tutta colpa delle schede sim fornite da Moggi, ma anche di una norma federale secondo la quale devono smettere i direttori di gara che non hanno la qualifica di internazionali e fischiano in A da oltre 10 anni. Una norma che l’Aia ha appplicato agli arbitri Paparesta, Bertini e Pieri (e al guardalinee Ambrosino) che la qualifica di internazionali l’avevano, ma l’hanno persa proprio in seguito al loro coinvolgimento in Calciopoli. Normale avvicendamento è dunque la formula che porta alla dismissione dei tre fischietti (più altri sei, tra i quali il romano Palanca, coinvolto in passato nell’inchiesta sulla Gea). Gussoni e Collina si mettono così definitivamente alle spalle lo «tsunami» di due anni fa, anche se Dondarini e Rocchi restano in organico, pur essendo ancora indagati a Napoli per frode sportiva (saranno giudicati a ottobre con il rito abbreviato).
Saranno così 39 gli arbitri della squadra per la stagione di A e B: tra questi anche Stefano Farina, al quale è stata concessa la proroga di un anno nonostante avesse raggiunto il limite d’età. «Un numero che permette un impiego continuo dei fischietti, quindi prestazioni migliori, e ci avvicina al resto d’Europa», sottolinea Collina. In due anni, promette Gussoni, il numero scenderà a 37. Perchè l’arbitro - è il concetto di fondo che presidente e designatore fanno passare - non è più quello «pacioso» di una volta, ma è un professionista che ha bisogno di costante allenamento e di una fitta attività di partite. Per cui gente come Paparesta, Bertini, Pieri - fermi praticamente da diciotto mesi (i primi due rientrarono nel 2007, ma per poche settimane) - non possono più far parte dei ranghi. Un modo elegante per evitare strascichi legali ai quali il fischietto barese si appellerà comunque, chiedendo un risarcimento danni ad Aia e Figc. «Sono dispiaciuto e amareggiato, ci sono molte cose da chiarire nei tempi e nei modi più opportuni», il commento di Paparesta. Lui continua a ripetere che quella norma sarebbe stata introdotta all’inizio di giugno ad hoc contro di lui, l’Aia sostiene che esisteva già prima.
I cinque direttori di gara neopromossi sono Baracani, Calvarese, Candussio, Peruzzo e Tozzi. Dismessa dopo soli tre anni di Can C Anna De Toni, prima donna ad arbitrare tra i prof: un corso di specializzazione medica la impegnerà a tempo pieno.