LA COLLINA DEL DISONORE

Subito, come sempre, grazie. Grazie per l’intensità e il livello del dibattito che si è sviluppato su queste pagine relativamente al contromano di Claudio Burlando, reso noto dallo scoop di Massimo Calandri con cui Franco Manzitti ha fatto a Repubblica il più bel regalo di compleanno per il quindicesimo anniversario dell’edizione genovese del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Auguri e complimenti.
Comunque la pensiate - dimissioni o no, caso personale o caso politico, condanna o assoluzione - voi lettori avete dimostrato una grandissima maturità e sensibilità. Niente attacchi a testa bassa, niente insulti inconsulti, niente savonarolismi d’accatto, ma analisi serene e sempre argomentate.
Dal canto mio, ribadisco quello che ho scritto dal primo giorno: l’errore c’è stato ed è stato grave; il trattamento soft iniziale c’è stato ed è stato grave; il caso c’è ed è grave, ma occorre dare atto a Claudio Burlando di essersi abbondantemente cosparso il capo di cenere e di aver affrontato la situazione senza arroganza. Il presidente della Regione ha molti difetti, ma questo no. Anzi, possiamo testimoniare che - dal giorno del suo insediamento - pur sapendo benissimo che non gli abbiamo perdonato, non gli perdoniamo e non gli perdoneremo (...)