Collina con l’elmetto nell’ultima recita

La Triestina vince 2-0 e resta in B, il Vicenza va in C1. E i tifosi si picchiano

Con anche le inevitabili polemiche che ogni personaggio che si rispetti si porta appresso: amato e odiato allo stesso modo; omaggiato, invidiato ma anche accolto obtorto collo o addirittura invitato a non farsi più vedere (vedi Repubblica Ceca). Ma Collina è pur sempre un marchio di garanzia; un arbitro che con i soli spot pubblicitari si permette di guadagnare più di un milione l’anno; un personaggio che tutti vorrebbero avere, che in Inghilterra e Germania fanno a gara per rubarci ma che, peggio per loro, in Italia ce lo terremo stretto.
Perché Collina è come il festival di Sanremo, come Babbo Natale, come la festa della mamma, uno che ormai è entrato nella nostra vita e che è destinato a non uscirne più. Fa parte del panorama, resterà nell’immaginario popolare come il «calvo che più calvo non si può» e continuerà imperterrito a dare lezioni di regolamento sui nostri campi di calcio. Perché Collina ha sì compiuto i 45 anni canonici che gli precluderebbero la continuazione dell’attività agonistica: la Fifa gli ha già detto basta e l’ha pure ringraziato. La nostra Federcalcio invece ha, una volta tanto, una «pazza idea» e il presidente Franco Carraro gli offrirà la possibilità di continuare ancora ad arbitrare nel nostro campionato, anno per anno, almeno fino al compimento dei 48 anni, previa accurata visita medica che certifichi la sua idoneità all’arbitraggio e dopo, solo allora, potrà fare il designatore.
Un fatto nuovo, un qualcosa che la Figc non aveva mai registrato nel passato e che ora appare come un degno riconoscimento nei confronti di Collina, ma anche un’ammissione di incapacità per non aver saputo creare in questi anni se non altri Collina, almeno suoi cloni.
E ieri sera a Vicenza, Collina ha chiuso da 8 in pagella in un ambiente da ultima spiaggia, dove la tensione era palpabile, ammonendo al 17’ Princivalli; dando ragione a Pecorari che al 38’ ha respinto sulla linea un colpo di testa di Margiotta (il pallone non è entrato), decretando al 70’ e all’88’ la regolarità dei gol-salvezza del triestino Godeas ed espellendo Gonzalez all’83’. Una chiusura da re del fischietto.
Peccato che a guastare la serata ci abbiano pensato i 950 ultrà provenienti da Trieste che, prima della gara, hanno bloccato il treno regionale 2742 sul quale viaggiavano, all’altezza del bivio Bacchiglione. Sono scesi e hanno lanciato sassi contro i tifosi vicentini, provocando 4 feriti e scontrandosi poi con la polizia. Traffico ferroviario bloccato, paura nei pressi dello stadio, sirene e cariche della polizia e, alla fine, i 950 triestini hanno potuto assistere alla partita.
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