Collina si sente vittima di un regolamento di conti

«Azzoppato» lui, si libererebbe il posto di delegato italiano alla Uefa

da Roma

Dopo Paparesta, processato, condannato e ora assolto dalla Corte federale, tocca a Pierluigi Collina, il nostro numero uno anche se ha smesso da oltre un anno l’attività di fischietto. Si ricomincia, nel mondo arbitrale italiano guidato ora da Gigi Agnolin che entro fine ottobre deve indire nuove e libere elezioni con le regole attuali, all’insegna di un brutale tentativo di regolamento di conti. Il deferimento della giustizia interna all’Aia sul conto di Collina è avvitato in due punti: 1) i rapporti stretti con Meani, addetto agli arbitri del Milan e squalificato dopo moggiopoli; 2) l’annuncio di una telefonata a Galliani che poi materialmente non c’è più stata. Collina ha ricostruito, da tempo, e senza l’intervento del procuratore arbitrale Marcello Cardona, le due questioni: le spiegazioni, convincenti, hanno avuto valore per il procuratore federale Palazzi non per l’Aia.
Così adesso ha affidato il compito della sua difesa all’avvocato Fausto Giunta, docente all’università di Firenze. Sui due addebiti specifici, la posizione di Collina è sempre la stessa ed è quella, particolare fondamentale, di un arbitro dimissionario da più di un anno, fine agosto del 2005 per la precisione. Nei fatti la situazione è la seguente. Rapporti con Meani: i due erano colleghi in serie C e da allora hanno sempre tenuto rapporti di conoscenza. Palazzi poi, come per Paparesta, ha sostenuto che il profilo disciplinare dell’addebito è inesistente. Telefonata a Galliani: come è stato dimostrato dai tabulati della procura di Napoli la telefonata preannunciata da Meani a Galliani da parte di Collina non è mai avvenuta. Non solo. Era stata preannunciata perché Carraro, presidente della federcalcio, chiese a Collina, in pectore futuro designatore, di ottenere il placet del presidente della Lega. La mancata telefonata, dunque, era di natura istituzionale.
Perché vogliono «azzoppare» Collina? Per liberare il posto (Uefa) occupato e assegnatogli appena vennero pubblicate le prime intercettazioni che riguardarono Pairetto. Come ipotesi è molto inquietante: toccherà al prossimo presidente provvedere di conseguenza. Nel frattempo l’arbitro Gianluca Paparesta può ancora recuperare la qualifica di internazionale. Lo stesso commissario Pancalli si è detto dispiaciuto d’aver spedito qualche giorno prima l’elenco senza il fischietto barese. Basta e avanza per ottenere dalla Fifa una deroga.