Collina vuole gli "arbitri d'area"

Direttori di gara ancora nella bufera. Il designatore recita il mea culpa per i tanti errori: "A San Siro Tagliavento ha sbagliato e si è scusato con me". E il rigore parato da Julio Cesar "andava ripetuto". Poi la proposta: "Vedrei bene due arbitri d'area"

Milano - Pierluigi Collina apre alle interviste agli arbitri nel dopo partita, ma il presidente Aia Cesare Gussoni spegne subito una simile possibilità. Nel secondo faccia a faccia in otto giorni con gli allenatori, il designatore recita anche il mea culpa per i tanti errori arbitrali. «A San Siro Tagliavento ha sbagliato e si è scusato con me», afferma Collina. «Se il pallone sbatte prima su una parte del corpo e poi su una mano, l’arbitro debba considerarlo involontario. Se invece c’è un distacco tra il controllo di petto e poi di mano, in questo caso è rigore».

Questa la sacralità del regolamento, ma poi Collina entra nel particolare: «L’intervento di mano di Couto in Inter-Parma (arbitro Gervasoni, ndr) non doveva essere rigore. Difficile rilevare quello contro l’Empoli, ma per la regola che ho detto non era penalty e quindi Tagliavento ha sanzionato qualcosa al di fuori della realtà. E anche se il pallone avesse colpito il braccio di Vannucchi, non era comunque rigore perché sarebbe stato un mani involontario. E quello parato da Julio Cesar andava ripetuto. Come quello a favore di Lucarelli, giustamente ripetuto, che andava però ancora ribattuto per l’affollamento in area. Psicologicamente però, non è facile far battere un rigore tre volte». E poi la proposta, mutuata da quella del presidente Uefa Michel Platini: «A questo punto vedrei bene due arbitri d’area, gente esperta e con l’occhio allenato». E l’apertura alla stampa: «Arbitri che parlino a fine gara? Sono favorevole, il settore arbitrale è disponibile, ma occorre venga codificato da chi di dovere».

Sulla proposta, già attuata anni fa da Casarin, ma subito abortita perché era come gettare benzina sul fuoco, arriva però il niet di Gussoni: «Il regolamento Aia non prevede una simile situazione e quindi non se ne parla proprio». Sostegno, aperto e polemico, nei confronti degli arbitri da parte del Ct Roberto Donadoni. Prima a Firenze e poi a San Siro al raduno azzurro, ha tuonato contro le polemiche. «Accusare gli arbitri è solo ipocrisia, non so come si possa fare a non rimanere nauseati da tutte queste storie» i suoi passaggi polemici.

(ha collaborato Massimo Bianchi)