Le colline toscane deturpate dalle pale eoliche

Nel comune di Scansano, in Toscana, irrimediabilmente deturpando le colline del luogo, hanno impiantato un parco eolico. Non esiste - almeno non credo esista - l’albo delle associazioni ambientaliste, né esiste l’albo dei sindaci e neanche quello dei ministeri. Ma se quegli albi esistessero, l’associazione ambientalista Legambiente, il signor Morini Marzio Flavio, sindaco di Scansano, in Toscana, e il ministero dell’Ambiente italiano andrebbero da quegli albi radiati. È quello, infatti, il terzetto che, anteponendo i propri affari agli interessi dell’ambiente in generale e delle meravigliose colline Toscane in particolare, ha deciso di promuovere quella che, senza timore di essere smentiti, potremmo definire la meglio sovvenzionata distruzione dell’ambiente: dieci mostruose turbine eoliche che, dopo pochi giorni dall’inaugurazione, sono state dichiarate illegittime dal Tar della Toscana. Una decisione che torna comodissima a quegli affaristi: consumato l’affare, bisognerà smantellare tutto, così non si potrà dimostrare l’irritante inutilità dello scempio.
Che l’energia eolica sia inutile può capirsi senza bisogno di impiantare alcuna pala; comunque, tale si è rivelata ovunque nel mondo siano stati istallati i parchi eolici. Per capirne la ragione bisogna comprendere lo specialissimo modo con cui l’uomo si serve dell’energia, che è richiedendo potenza. Prima della rivoluzione industriale, essa fu ottenuta con l’istituzione della schiavitù, diventata tabù non certo per le cosiddette lotte sociali ma grazie all’invenzione e produzione dell’energia elettrica. Insomma, nel contesto delle attività umane, la parola magica non è la parola «energia», troppo spesso a vanvera pronunciata, ma la parola «potenza», ingiustamente quasi sempre ignorata. Orbene, i parchi eolici (e, per la stessa ragione anche gli impianti fotovoltaici, FV) non aggiungono potenza - o, come a volte si dice, non aggiungono capacità - al sistema elettrico: un impianto di generazione elettrica convenzionale evita 6000 turbine eoliche, ma 20mila turbine eoliche non evitano un impianto convenzionale. Insomma, questi impianti eolici (e vieppiù quelli FV) sono pertanto praticamente inutili.
Una funzione vogliamo concederla alle pale: fanno evitare il consumo di carburante degli impianti convenzionali, sia esso carbone, gas, uranio (o acqua dai bacini idroelettrici). È importante rendersi conto che, essendo questa la loro unica funzione, ne consegue che quando gli impianti convenzionali dovessero essere obsoleti per estinzione del carburante, allora anche i parchi eolici e gli impianti FV saranno obsoleti. Per completare la comprensione del valore di questi impianti bisogna quindi confrontare il loro costo col costo del carburante, per così dire, risparmiato. Prendiamo, per esempio, il parco eolico che ha irrimediabilmente distrutto il prezioso paesaggio toscano: sono 20 megawatt, che nei 20 anni di vita delle turbine eoliche produrranno, se va bene, 60 megawatt-anno di energia elettrica, che è l’energia elettrica prodotta da 12 tonnellate di uranio, che costano meno di 4 milioni di euro, mentre il solo parco eolico costa più di 20 milioni di euro.
Quel terzetto, allora, aveva due scelte: far spendere ai contribuenti 4 milioni in uranio e non distruggere le colline toscane o distruggere le colline toscane e far spendere 20 milioni ai contribuenti. Capite ora perché non vuole reattori nucleari in casa chi fa affari nel settore energetico: fare affari da 20 milioni è sempre meglio che farli da 4. E gli affari sono sempre ecologici, visto che, si sa, pecunia non olet.