Colombara, l’arte che trafigge lo spazio

Una scultura che rimanda alle suggestioni della musica e del teatro. La commistione artistica è l’elemento che contraddistingue le opere della mostra Piergiorgio Colombara - Attendant, esposte al palazzo della Permanente fino al 16 febbraio. La rassegna, curata dal critico Alberto Fiz e dal poeta Guido Oldani, raccoglie trentacinque fusioni di vario tipo realizzate dallo scultore-architetto nell’arco dell’ultimo decennio. Colombara inizia la sua attività artistica a metà degli anni ‘70, indirizzandosi inizialmente alla pittura. Dopo aver sperimentato arte figurativa e installazioni, dal 1984 l’artista ligure si dedica esclusivamente alla scultura, realizzando opere approdate nei più prestigiosi musei internazionali (Parigi, San Francisco, Amburgo, Zurigo e Vienna). I suoi lavori, di notevoli dimensioni, sono realizzati con diversi materiali, ognuno dei quali ha inaugurato un ciclo di opere: dai metalli (ottone e rame) alla cera (Excera), dal piombo (Expiombo) al vetro soffiato (Exvetro), associato a ferro e bronzo, materiale quest’ultimo utilizzato anche per il recente ciclo Exbronzo (2003-2004), che ripropone tutti i temi presenti nella poetica di Colombara dall’83 ad oggi: spazio, tempo (Clessidra), memoria, suono e silenzio (Sculture senza suono); elementi in stretto rapporto con la musica. «La scultura di questo artista - commenta il poeta Guido Oldani - rinvia, in qualche misura, al Flauto Magico di Mozart: la popolazione delle sue opere sembra seguire, ognuna con la propria caratterizzazione musicale, lo scultore flautista che le conduce». Emblematiche, nelle sue creazioni, le maglie metalliche poste all’interno di forme geometriche e trafitte da aste convergenti verso l’alto, in una prospettiva che indica un immaginario punto di fuga. Si pensi all’imbarcazione - forse metafora di una salvifica Arca di Noè - innalzata da lame che la sostengono, come una pericolante palafitta, ma contemporaneamente la trafiggono. «Queste creazioni - spiega Oldani - riflettono il senso di precarietà dell’Occidente, ma senza disfattismo. In Colombara manca la persona, ma è presente il suo vestimento: gli abiti sono un’eco della figura e del corpo. Non fantasmi dunque, ma simboli di una presenza occidentale che fortunatamente ancora non si è estinta».
Piergiorgio Colombara - Attendant
Palazzo della Permanente
via Turati 34
fino al 16 febbraio
tel. 02-6551445