Colombina e Pantalone che ossi duri per i venditori di fumo

Successo a Venezia per la goldoniana «Famiglia dell’antiquario», commedia poco rappresentata e impreziosita dalla classe di Eros Pagni

Pochissimo rappresentata nel nostro e in altri Paesi, la goldoniana Famiglia dell'antiquario oggi riceve una impensabile investitura da parte del catalano Lluìs Pasqual. Prodotto dagli enti pubblici di Venezia e di Genova, voluto dalla Biennale di Scaparro cui quest'anno va attribuito il merito non indifferente di aver creato nell'ex Serenissima un campus aperto ai giovani di tutta Europa che vogliano dedicarsi al teatro, lo spettacolo è una gioia degli occhi e del cuore.
Immaginate di essere tornati al fantastico mondo dell'Arlecchino di Strehler con gli antichi fondali di carta che fingono la dimora di un nobile decaduto. Il quale, respinta l'ombra del fallimento grazie al denaro che la figlia di Messer Pantalone ha portato in dote all'illustre casato, è precipitato per colpa dell'insana smania del collezionismo nel baratro della truffa che gli propina anticaglie in quantità industriale. E figuratevi al suo fianco una sposa bisbetica circondata da sciocchi adulatori e una nuora impertinente decisa a sbarazzarsi della suocera femme galante per mezzo di una nostra vecchia conoscenza: Colombina. Che, sulle orme di Arlecchino servitore di due padroni, s'ingegna come può a ingarbugliare i fili della più accesa tra le diatribe possibili. Fino al provvidenziale arrivo della classe borghese superbamente incarnata da quel Pantalone che, grazie alle risorse istrioniche di un grande attore come Eros Pagni, rimette le cose a posto dopo aver messo alla porta i falsi antiquari millantatori di carabattole da quattro soldi. Di questo intrigo che anticipa in modo sorprendente il tragico quadro dei Corvi di Becque, Pasqual ha fatto una pièce che, grazie alla medesima scena rotante che all'inizio di ogni atto ci spiazza conducendoci da un'epoca all'altra fino al giorno d'oggi, si tramuta in uno spregiudicato apologo brechtiano sostenuto alla perfezione da una straordinaria équipe dove, accanto al consumato mestiere di Virgilio Zernitz e alle furie boriose di un'incantevole Anita Bartolucci, la verve sulfurea di Gaia Aprea accerchiata dagli spiritosi cicisbei Paolo Serra ed Enzo Turrin imprime al vecchio scenario la grazia e il piacere di un amico ritrovato.

LA FAMIGLIA DELL'ANTIQUARIO - di Goldoni Teatri di Venezia e di Genova. Regia di Lluìs Pasqual, con Eros Pagni. Venezia, Teatro Goldoni. Poi in tournée.