Al «Colombo» la pizza non vola

Gentilissimo dottor Lussana, desideriamo svolgere alcune considerazioni riguardo l'articolo «E all'aeroporto a volare è la pizza» apparso sul Giornale di sabato 5 novembre a firma Susy De Martini. L'autrice lamenta che lo scorso giovedì sera, in attesa dell'imbarco per Roma, è stata costretta a «cenare» con un bicchiere di latte e una brioche, essendo chiusa la pizzeria. Evidentemente, la signora non è stata informata che, ogni sera, alle ore 18,30 apre il ristorante Self-service dove si può consumare velocemente addirittura un pasto completo al costo di soli 7,50 Euro, così come comunicato tramite appositi cartelli posizionati in diverse aree dell'aeroporto. Ci scusiamo per la mancata informazione che ha indotto ad addebitare all'Aeroporto un'inesistente carenza di servizio e rassicuriamo i lettori di aver intrapreso con Servair-Air Chef, società che gestisce i servizi di ristorazione dell'Aeroporto, le azioni necessarie affinché non abbiano più a ripetersi simili inconvenienti. Peraltro, la signora De Martini allarga la sua affettuosa polemica confrontando i volumi di traffico del nostro aeroporto con altri aeroporti e segnatamente con quello di Orio al Serio, «miracolato» dai vettori low-cost a partire dal 2002. Al di là della veridicità di tutte le cifre citate, peraltro riprese da un quotidiano nazionale, resta il fatto che Orio al Serio fa virtualmente parte del sistema aeroportuale milanese e ha potuto inaugurare una politica di sviluppo nel settore low-cost (soprattutto con la compagnia Ryanair) nell'ambito di un programma di «specializzazione» dell'offerta che ha interessato anche Malpensa e Linate. In sostanza si è deciso che Bergamo diventasse l'aeroporto low-cost della Lombardia, potendo contare su di un bacino di utenza di oltre dieci milioni di persone (la Liguria ne conta 1,6 milioni). Ma proprio in questi giorni la Sea, società di gestione degli aeroporti milanesi, ha deciso di rilanciare Malpensa facendola diventare la base operativa di un altro vettore low cost, la Easy Jet. Forse un domani, dovremo parlare del «boom» turistico di Varese… D'altra parte, l'Aeroporto di Genova non ha dovuto aspettare il 2002 per cercare la strada anche dello sviluppo low-cost. Infatti già a partire dal 1999 divennero operativi da Genova due voli giornalieri a basso costo Ryanair per Londra. Quei due voli si affiancavano ad altri due voli giornalieri sempre per Londra della British Airways. Dopo 6 anni, dobbiamo amaramente constatare che di quei quattro voli giornalieri ne è rimasto operativo uno solo, del vettore Ryanair. Sarà colpa dell'Aeroporto? Anche Pisa ha inaugurato una «politica» di voli a basso costo, cominciando, come Genova, ad affiancare due voli Ryanair agli esistenti due voli British Airways per Londra. Trascorsi 6 anni, a Pisa non solo sono rimasti operativi i due voli British Airways ma i voli Ryanair sono raddoppiati. Per quanto si possano ritenere «illuminati» gli Enti Locali toscani e i nostri valorosi colleghi di Pisa, viene difficile pensare che solo a costoro si debba questo straordinario successo! Nel frattempo, comunque, l'Aeroporto di Genova non è rimasto inerte e, pur dovendosi confrontare con una sostanziale stabilità della domanda, nel 2005 ha acquisito un altro vettore low cost, Transavia-com, che opera voli quadrisettimanali per Amsterdam, a cui si affiancherà tra pochi mesi Hapag-Lloyd Express con un collegamento a basso costo da Colonia. Il successo di queste iniziative commerciali dipende da più complessivi fattori ai quali l'Aeroporto è al servizio. In quest'ottica, peraltro, abbiamo realizzato numerose iniziative con le Istituzioni locali per attivare circuiti «virtuosi» che consentano di valorizzare le tratte low-cost e non operative sul C. Colombo. Una scommessa che, crediamo, abbia tutti i presupposti per essere vinta, soprattutto facendo chiarezza sui punti di partenza ed evitando, al di là di quanto affettuosamente sottolineato dalla sig.ra De Martini, problematiche comparazioni.
Direttore generale Aeroporto di Genova S.p.A.