La Colonia Arnaldi in guerra con Uscio

La Colonia Arnaldi, con i suoi cento anni di storia, rischia di rimanere un bel ricordo. Il primo aprile, data in cui il centro benessere di Uscio dovrebbe riaprire le porte per accogliere gli oltre mille clienti, potrebbe restare una fantasia se il braccio di ferro tra l'amministrazione comunale del caratteristico paesino della val Fontanabuona e l'imprenditore milanese proprietario della Colonia non troverà un conclusione. «Da ottobre il centro di cura è chiuso - spiega il cavalier Giuliano Mossini, titolare della Arnaldi -. Spero di riaprirlo al più presto, ma solo dopo che si sarà fatta chiarezza, e quando la situazione di ostilità creatasi con il Comune di Uscio cambierà. Spero in un incontro con il sindaco e gli enti locali, perché il mio desiderio più grande è quello di potermi dedicare in piena tranquillità e senza conflitti al benessere della colonia e di tutti i cittadini che da anni vengono nel nostro centro».
L'Arnaldi è da sempre un'oasi di benessere, dove «si viene per riposare, per mettersi in forma, per fare lunghe passeggiate». Il titolare della Colonia parla non da imprenditore, ma da ex cliente, e proprio per questo motivo condivide con i numerosi ospiti l'amore per quel paradiso di pace tra il verde. Duecento posti letto, ottanta mila metri quadri di terreno, sauna, piscina, e l'intenzione concreta di creare un poliambulatorio convenzionato con la Asl per diverse attività mediche. Contro tutto questo combatte da un anno il sindaco di Uscio, Massimiliano Bisso.
«Non riesco a capire il perché di questo astio nei miei confronti - dice Giuliano Mossini -, posso solo pensare che un imprenditore milanese, e quindi “foresto” come me, non sia ben voluto».
A remare contro il titolare della Colonia Arnaldi però è solo la civica amministrazione del piccolo paese in val Fontanabuona. Tante le interrogazioni e le interpellanze scritte dai consiglieri della Regione Liguria e della Provincia di Genova a sostegno del centro di cura di Uscio. Non solo, solidarietà anche dai sindaci dei paesi limitrofi. «Sono sinceramente preoccupato per le sorti di questa realtà, che è davvero un miraggio nel deserto - commenta Corrado Bacigalupo sindaco di Tribogna -. Il nostro entroterra si sta spopolando e la Colonia potrebbe servire da rilancio, soprattutto grazie al centro polispecialistico».
Gli fa eco il sindaco di Avegno, Giuseppe Tassi: «Il mio pensiero va anche ai cinquanta lavoratori che operano nel centro benessere. Spero prevalga il buon senso».
«Siamo vicini ai cittadini che vogliono il bene di Uscio - tuona Elio Ugolini, vice presidente della Provincia di Genova -. Ho presentato un'interrogazione per far si che le autorità competenti si interessino del futuro di questa Colonia».
Continua a crescere però la preoccupazione tra i dipendenti dell'Arnaldi, che chiedono unanimi la salvaguardia del loro posto di lavoro. «Ho investito molto in questo centro - racconta Giuliano Mossini -, la bellezza di 750 mila euro per consulenze e stipendi. Abbiamo dato lavoro a tanta gente, non solo di Uscio. Quando mi sento dire che sono un imprenditore incapace mi offendo, soprattutto se queste parole arrivano da un sindaco che non sostiene i propri cittadini».
L'ostilità dell'amministrazione comunale è chiara e tangibile. «Abbiamo fatto ricorso al Tar in merito alla proprietà della strada che si snoda all'interno del parco della colonia - spiega il cavalier Mossini -. La mia intenzione è quella di metterla in sicurezza, ma finchè il tribunale non si pronuncia non posso fare nulla. Questo è stato solo il primo di una serie di contenziosi contro la pubblica amministrazione. Lo schiaffo più grande lo abbiamo ricevuto in merito all'aumento spropositato e senza motivazioni della tassa sui rifiuti, che in un solo anno è passata da 11 mila a 57 mila euro. Non mi lamento di nulla, neppure dei 40 mila euro di Ici, ma le tasse devono essere trasparenti, come è trasparente il mio lavoro che è lontano dal voler speculare sul centro benessere».
È solo di sei mesi fa un'ingiunzione del Comune per far tagliare la vegetazione che occupava in modo non invasivo una strada pubblica, ed è sempre di poche settimane fa il no del sindaco per la costruzione di una piscina all'aperto nella Colonia. «Abbiamo fatto istallare una rete di bocchette antincendio nell'intera area verde del centro - spiega Mossini -. La piscina all'aperto poteva rivelarsi importante in caso d'incendi, persino i vigili del fuoco erano d'accordo».
Inutile, ogni proposta sembra destinata ad imbattersi in un muro. Il braccio di ferro con il sindaco di Uscio continua, mentre il futuro della Colonia Arnaldi resta appeso ad un filo sottile.