«Le Colonne non saranno più una zona franca»

(...)Un giro di vite contro gli schiamazzi, col divieto per i commercianti della zona di vendere birra in bottiglie, l’obbligo di fornire bevande da asporto solo in bicchieri di plastica, transennamento di tutta l’area del sagrato ogni sera dalle 19, presidio di dieci vigili urbani e di venti poliziotti per combattere lo spaccio di stupefacenti e allontanare venditori abusivi e imbrattatori.
Un uditorio difficile, quello che ha dovuto fronteggiare De Corato. Un’assemblea di persone non disposte ad accontentarsi delle parole, dopo anni di annunci e promesse di cambiamenti che non si sono mai verificati.
«Deve passare il messaggio - ha sottolineato il vicesindaco - che a Milano non ci saranno più zone franche. Non c’è spazio nella nostra città per chi non rispetta le regole». «Meno male - commenta Claudio, membro del comitato “La Cittadella”, gruppo che ha organizzato l’incontro - perché fino ad oggi di spazio questa gente ne ha avuto fin troppo. Ormai i comportamenti incivili non sono più solo da parte di punkabbestia o spacciatori. Il degrado della zona, con cumuli di bottiglie rotte, graffiti tracciati ovunque, bonghisti che suonano per tutta la notte, ha generato un clima di illegalità diffusa che ha colpito anche gli esercenti. Per attirare clienti un bar ha fatto venire da Ibiza un dj che spara musica a 80 decibel alle due di notte; e il locale non è neanche insonorizzato, così gli appartamenti del palazzo sembrano delle discoteche. Un altro gestore, dato che non ha il portico fuori, occupa sempre con i suoi tavolini i parcheggi per disabili». «Ma tanto - fa eco Adriano - chi la lascia più la macchina in zona? Se ci provi, la tua auto finisce col fare da panchina per i nottambuli e al mattino la ritrovi sommersa di bicchieri e bottiglie».
«Abbiamo fatto gli interessi di tutti - ha cercato di mediare De Corato -. Da una parte abbiamo risposto all’appello lanciato dalle autorità ecclesiastiche diocesane e dalle sovrintendenze per difendere un simbolo architettonico della Milano romana e paleocristiana. Dall’altra abbiamo conciliato le esigenze dei residenti, senza prevaricare quel popolo della notte che vuole divertirsi. Capisco che siate esasperati - ha concluso - ma aspettate di vedere i frutti del nostro operato. Fra due mesi io tornerò qui, per vericare i risultati ottenuti. Allora vedremo». «E noi saremo pronti ad accoglierla», gli risponde Claudio.
È previsto intanto per oggi un sopralluogo da parte della commissione Infrastrutture, Lavori pubblici e della commissione Arredo urbano, Aree verdi, Parchi e Giardini nell’area del sagrato per formulare le prossime ipotesi di intervento.