Il «colore» di Musso

Caro Massimiliano, sull'immagine di Biasotti ormai chiaramente schierato sono d'accordo. Credo invece non lo sia, per lo meno non ancora, quella di Musso e non già per le sue talvolta improvvide distinzioni quanto per la strumentalizzazione che la stampa di sinistra (ovvero tutta meno il nostro Giornale) ne fa furbescamente al solo scopo di crear danno al centrodestra.
Conosci il tuo cliente! Eccellente strategia. Ho verificato, infatti, che la stragrande maggioranza dei genovesi si accultura politicamente sulle locandine del Secolo XIX e in subordine sui titoli di copertina della copia aggratisse del bar per saltare a pie’ pari allo speciale su Genoa e Sampdoria. Me lo confermano certi sconcertanti commenti su Bertolaso ascoltati di recente.
Il messaggio Musso-non-schierato serve ancora a molti nella ex-Superba: personaggi Idv in cerca d'autore e di zattera su cui saltare, piccoli Jago dell'Otella di Tursi, curiose figure della società civile che sorridono in TV con una e poco dopo con l'altro, un po' inquietanti in verità, e via elencando.
L'unico cui, credo, tale messaggio non serva più è proprio Enrico perché sono arciconvinto che quando sarà il momento, il Bottegone richiamerà le truppe e tirerà fuori dal cilindro una Balzani, un Merlo, un qualsiasi non so chi a tutela del settantennale status-quo. Musso tornerà di colpo come proveniente dalle destre (plurale dispregiativo) e dovrà correre a grattar percentuali tra quelli che una volta lo avrebbero eletto a scatola chiusa.
E senza neppure una locandina.
Ammiccando, cordialmente ti saluto.